ISTANT TRAIL TRA PARACADUTISTI E GENTE TOSTA
PARMA - Doveva essere un allenamento da dare i numeri: 41 chilometri all'andata con 3000 metri di dislivello, 30 chilometri al ritorno, con 1900 di dislivello, da Castrignano ( Langhirano di Parma) al Lago Santo ( 1500 msl) e ritorno poco lontano da Pastorello di Langhirano. Da fare in meno di 13 ore, cioè quasi al galoppo .
E' diventato invece un vero e proprio ISTANT TRAIL che un gruppo "tosto" ha corso e sudato nel fine settimana del 18 e 19 Aprile 2009.
Atleti eterogenei per provenienza, professione ed età, ma che si sono subito immedesimati nella mattinata di "sofferenze" :
tre paracadutisti in congedo, tra cui il webmaster, più un incursore di marina che ha da poco cessato il servizio, un avvocato, una direttrice di banca, altri due professionisti locali,un "montanaro "doc", più un dirigente francese.
Nemmeno al superenalotto col bambino bendato potevano estrarre una combinazione più varia.Roba da campione della DOXA.
Eppure, sin dai primi chilometri è scoccata la scintilla di chi soffre insieme: quella della simpatia e della volontà, insieme all'aiuto reciproco.
"Prova stà barretta" "Vuoi un pò di gatorade?" "Aspettiamo **** che è in ritardo".
Partenza in salita alle 08.30 di Sabato 18 Aprile da Castrignano, uno splendido paese in collina, sopra Langhirano, immerso nel verde.
Fin da subito, tutti si sono rivelati compatti, allegri, forti in salita e veloci in discesa, aspettandosi e sostenendosi nei lunghi tratti fangosi, quando non paludosi. Battute e prese in giro bonarie: un piacere correre così,senza ansia, tra gente "giusta".
Una sola donna-di-ferro ( 1oma nella classifica delle ultra-trailer italiane, Katia Fori,l'inossidabile iron-woman), con una incredibile simpatica e giocosa grinta.
Chiede continuamente notizie sulla prossima salita, non perchè ne abbia paura, ma per programmarsi e sfiancarci tutti, col suo passo che non si ferma.
Il bello di correre in Montagna è proprio questo: gli ( alcuni) atleti .
Non c'è integratore o trucchetto che tenga. E' una sorta di "livella" buona, che identifica persone fondamentalmente uguali: generose,forti, sportive, leali e amanti della montagna e dell'amicizia fatta di fatti, e scusate il bisticcio. E vince quasi sempre il migliore, se non chiede passaggi in macchina perche " ha sbagliato strada". Capisciammè. "Illo" sa che sto parlando di Lui.
Il percorso è costellato di montagne, montagnole e colline, con il fango che si attaccava sotto le scarpe e una meteo bizzarra: qualche nuvola, vento da tiepido a freddo e, ad abundantiam, arrivo ai 1530 metri del Lago Santo sotto una fitta nevicata. Poi acqua, acqua, acqua , fango e vento, al ritorno, dopo i primi chilometri fatti correndo e scivolando sulla ( e sotto) la neve.
LO SPIRITO DI QUESTE FOLLIE
Ad una "classica" per pochi intimi -la Lagdei Castrignano che non supera mai i 20 partecipanti- alcuni atleti hanno voluto aggiungere il pernottamento al Rifugio Mariotti sul Lago Santo, e correre il ritorno la mattina successiva. Così, tanto per provare a vedere l'effetto che fa sulle gambe metterci una notte in mezzo.
Vi tranquillizzo subito: tutti vivi alla partenza. Come ha detto "Max", un paracadutista in congedo di Monza, giunto apposta per galoppare con noi, "stamattina non sono nuovo di fabbrica, ma ce la faccio".
Si: il ritorno era programmato per pochi. 5 in tutto, ma tosti, motivati, forti e leggeri. E infangati. 12 ore e 42 minuti di corsa, escludendo la sosta notturna al rifugio, ma comprese le 3-4 fermate per mangiare e bere. BRAVISSIMI che non siamo altro!
Grazie al "montanaro" che faceva da guida abbiamo provato l'ebbrezza di una frana da valicare, più un fiumiciattolo in piena che ci girava intorno e, che ogni volta che veniva guadato, era da guadare nuovamente. Abbiamo degradato P. il montanaro a "guida consultiva", anzichè guida-guida.
Dopo un paio d'ore di spine e rovi che hanno lasciato segni indelebili della giornata, finalmente una serie di paesini fiabeschi: Rocca Ferrara, con tanto di fonte sulfurea e Madonnina dei Boschi, Graiana e qualche altro. Lindi, deserti, silenziosi, antichi. Selciati fatti a mano nei secoli, transitati da contadini del medioevo, briganti, feudatari, damigelle e... noi, che , dall'aspetto , il Passatore ci faceva un baffo..
Chilometro dopo chilometro cresce la simpatia reciproca e lo spirito di gruppo. Passo dopo passo, aumenta anche la stima per ciò che sono le persone che corrono con Te, senza pensare a ciò che fanno nella vita. Lo avevo già scritto, vero, che la corsa in montagna è la livella di Totò? Beh! Lo ripeto.
E chi sta indietro o ha le gambe stanche, corre senza fatica mentale, e ce la fa lo stesso, come il sottoscritto.
Bagnati, stanchi e con voglia di correre ancora, arriviamo a Castrignano, nella tana del "montanaro".
Schietto e brutale, ci fa cambiare all'aperto. Gli amici non sporcano le case altrui, e Lui ci aiuta a conoscere la regola. Solo quando vede labbra e mani cianotiche, ci fa entrare in casa e il gruppo si sente unito, davanti a una stufa e un pezzo di formaggio, con una distesa di birre.
Forse, tutto questo l'ho fatto solo per quel momento
Anzi: ne sono sicuro, visto lo schifo che mi fanno le "gare" in montagna affollate, organizzate da meschini bramini (licenza poetica) e popolate di un bel 65% di sporcaccioni e cavallette con il rifiuto e il rutto facile.
Insomma: volevo fare una cronaca di un allenamento, come ne leggete tante ( noiosisssssime), in ogni forum di corridori, ma ho deciso di suggerire di farvela da soli, andandoci in pochi e non divulgando il bello che vedete. In pochi, ripeto! E, per favore, guai a Voi se lo chiamerete trailer autogestito, con un linguaggio sindacale che la dice lunga su chi usa un termine così...stronzo. E scusate se parlo francese. Sono allenamenti della mente e del corpo, nell'ordine in cui li ho scritti, capito, trailer da rivista e da forum??
A me interessava parlarVi solo dello "spirito" che ci ha "illuminati" e che ha aleggiato insieme a quella "signora vestita di celeste", che dico scherzosamente di vedere quando inizio a soffrire in salita ( ma la vedo sul serio, non ditelo in giro sennò mi ricoverano, nda). Sono convinto mi segue insieme a San Giuseppe per mettere una pezza ai miei malanni fisici e al calendario impietoso.
Alla prossima. Cosa avete capito? Non a Voi lettori: ai miei compagni di corsa!
LE FOTO
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