Folgore - Atletica Leggera
 
IL CRO MAGNON SI FARA' IL 26 GIUGNO 2010
2009
by webmaster




COMUNICATO STAMPA DEL 25 NOVEMBRE 2009


La 10° edizione dell’ultra-trail “Limone Piemonte-Cap d’Ail Côte d’Azur”, detto il “Grand Raid International du Cro-Magnon” prenderà il via da Limone sabato 26 giugno 2010 alle ore 5.00 del mattino. I concorrenti avranno 27 ore di tempo massimo per arrivare al traguardo di Cap d’Ail, sulla Plage Marquet, cioé entro le 8 di mattina di domenica 27 giugno. Caratteristiche dell’ultra-trail: 115 km, 5700 m D+ e 6700 m D-.

La 7° edizione del Neander-Trail partirà dal Camp d’Argent alle 16 di sabato 26. Tempo massimo: 16 ore. Il Trail sarà di 56 km, 2050 m D+ e 3800 m D-.

Tutti i dati tecnici del percorso sono disponibili sul sito

www.cromagnon-extremerace.com


Le Iscrizioni si apriranno sabato 16 gennaio 2010 a mezzogiorno. Saranno limitate a 400 iscritti per il Cro-Magnon ed a 100 per il Neander-Trail e si effetturanno esclusivamente on-line secondo le modalità che saranno indicate sul sito ai primi di gennaio. Saranno accettati pagamenti solamente con carta di credito.

Per l’iscrizione e la partecipazione ai trails sono poste le condizioni che si possono leggere nel Regolamento 2010, già pubblicato sul sito del Raid.

Il prezzo d’iscrizione sarà per il Cro di 85 euro più, in opzione, 10 euro per usufruire del trasporto in autobus il venerdi 25 giugno da Cap d’Ail a Limone, e per il Neander-Trail di 50 euro più i 10, in opzione, per il bus da Cap d’Ail al Camp d’Argent il sabato 26.


 
 
 
 
   
CORSE IN SOLITARIA IN MONTAGNA: ULTIMA FRONTIERA PER ALLENARSI CON IL CORPO E CON LA TESTA
2009
by webmaster




PARMA- 6 settembre 2009- Quando si vuole ritrovare se stessi si ritorna a correre in montagna da soli. Così mi succede spesso, e a volte corro anche di notte sul mio appennino, per ritemprarmi e ricaricare corpo e mente.

Dopo un lungo periodo di stress da lavoro e di acciacchi solo apparentemente scollegati dal primo, ho deciso di "staccare" la spina della rincorsa per l'Italia e la Francia di gare più o meno affollate e di dedicarmi alle solitarie fino all'inverno.

Farlo da soli vuol dire non ritardare il gruppo degli eventuali amici, e darsi i tempi e i ritmi di corsa senza condizionare gli altri. E poi.. la montagna ha il suo fascino nel silenzio, e ogni tanto, soprattutto in periodi faticosi, aiuta la concentrazione.

Devo testare seriamente e a lungo nuove bevande che lo stomaco non rifiuta, approfittando del periodo per disintossicarmi dalla grande confusione delle cosiddette "gare"-evento a cui ho partecipato con testa e gambe al 40% e risultati scarsissimi o -peggio- senza concluderle.

Illustre esempio di questo atteggiamento di repulsione viene da Marco Olmo, grande campione-mostro-sacro dell'ultra trail, che ultimamente ha abbandonato 4 gare perchè non le riconosce più come "sue" e "non ci stava con la testa e con le gambe". Dicono che succeda.

Torniamo all'allenamento.




Sabato 6 Settembre ho perfino battuto il mio record personale sull'itinerario classico degli allenamenti lunghi che faccio almeno 2 volte al mese, togliendo quasi 30 minuti al tempo precedente.

31 chilometri,3775 metri totali di dislivello, Da Bosco (Corniglio) al Passo della Cisa in 4 ore e 45 minuti, comprese le soste per alcune foto e il ristoro.

Altra buona notizia: lo stomaco è stato benissimo e l'appetito era ottimo. Il contrario di quello che da qualche tempo mi succedeva in gara, con nausee e vomito che mi hanno impedito di bere e mangiare in tre-quattro occasioni importanti, e peggiorando alcuni risultati nelle gare che ho deciso di chiudere soffrendo.

Ore 07:10 , partenza dal parcheggio delle corriere di Bosco, paesino dell'appennino parmense, a 802 metri sul livello del mare e 50 chilometri dal capoluogo di provincia. Mattina splendida, leggera brezza, umidità assente, temperatura 16 gradi.

Dopo 6 chilometri di corsa sull'asfalto, ma tra i boschi, ho raggiunto Lagdei, a 1200 metri di altitudine, dove iniziano i sentieri. Alle 08.40 ero già al Lago Santo, a 1520 metri slm.

Da lì ho iniziato l'ascesa al monte Marmagna (1887 msl),la cui Croce guarda il Golfo di La Spezia.

Grazie all'aria tersa ho rivisto per la prima volta, da settimane, il mare. Spettacolare ed insolito trovarsi a così pochi chilometri dalla spiaggia.

Dalla Croce iniziano alcuni ripidi sali-scendi esposti e si scollina sui monti Braiola (1850), Orsaro (1848) e Fosco (1620), dove sono transitato alle 10 e 10. Il saliscendi fa salire il tassametro del dislivello positivo di altri 998 metri.



Ogni tanto mi sono concesso una foto con l'autoscatto e cibo. La bevanda che sto sperimentando è a base di acqua, 25% di gatorade, succo di limone e zucchero. Sembra funzionare. Mi rimane la voglia di bere e mangiare. Di solito lo sforzo molto intenso e la disidratazione mandano i segnali sbagliati allo stomaco dopo le prime ore. Stavolta no. Speriamo bene.

Dopo i quattro monti, il percorso entra in un'area dei grandi prati del Monte Tavola (il nome fa capire dove siamo), con tante mucche al pascolo, di cui si sentono in lontananza i campanacci, e piccoli boschetti di faggio e macchia mediterranea.

Gli allevamenti sono allo stato brado, recintati con pali di legno e filo spinato e ogni tanto bisogna scavalcare speciali cancelletti di legno posti sul recinto per continuare la corsa.

A intervalli regolari si trovano cippi in pietra arenaria che marcavano i confini del ducato di Maria Luigia, posati nel 1828.

Silenzio, sole tiepido, brezza leggera da nord e panorami luninosi.
Una pacchia. Ho corso senza sentire la fatica e senza avere incontrato un solo escursionista per ore.

"Pit stop" alla chiesetta romanica del Passo del Cirone, a 1200 metri, più vicina a Pontremoli (MS) che a Berceto (PR).

Da lì mancano circa 13 chilometri al Passo della Cisa, che si raggiunge in un paio d'ore scarse con un "su e giù" spaccagambe, tra colline e montagnole minori, fino allo scollinamento del "Groppo del Vescovo" , a 1260 metri.

Altri saliscendi che si incontrano subito dopo si corrono velocemente, costeggiando ancora allevamenti di cavalli e il metanodotto interrato, che uso come traccia anche di notte.

sotto: la Madonnina moderna posta sul Monte Orsaro


Il gigantesco ponte di Berceto della A15, le cui travature celesti si vedono a distanza da un piccolo altopiano sopra il passo, indicano che sono quasi arrivato. Sono a mezz'ora dal traguardo. Finisco l'ultima borraccia: sono riuscito a bere oltre 2 litri e mangiare per quattro ore, senza un solo disturbo. Forse la bevanda è azzeccata e mi ha tenuto lo stomaco attivo. Bene!

Alle 11.50 in punto entro nella chiesetta del passo della Cisa,dove ho salutato la Madonnina che lì veglia su quelle montagne.

Ventinove minuti in meno dell'ultimo allenamento, fatto di notte tra l'8 e il 9 agosto con luna calante ma molto luminosa.


Dopo tante gare, molte soddisfazioni e qualche abbandono di troppo per acciacchi da stress, solo le "mie" montagne mi danno il ritmo giusto.



I segnali di "troppo colmo" c'erano già dall'inizio d'anno. Con l'ABBOTS WAY e il TRAIL DE VALDIGNE, fatti in un periodo di stress
lavorativo e fisico, era necessario fare il punto della situazione.

Alcuni allenamenti fatti in piccoli gruppi mi avevano segnalato questa necessità di stare da solo. E' ora di farlo per un lungo periodo.


sotto: la Madonnina del Monte Marmagna, posta ai piedi della grande croce metallica che domina il Golfo di La Spezia



 
 
 
 
   
ALLENAMENTO "TOSTO" IN VISTA DEL TRAIL DI VALDIGNE
2009
by webmaster


CASTRIGNANO (PR) - Langhirano ore 24 del 27 Giugno 2009.

Castrignano-Cervellino-passo sillara-lago santo- monte orsaro e passo della cisa. Due percorsi:il primo di 60 kmt dislivello m4800+ il secondo (piano B) 57 kmt 3450 m +

Nessuna foto è disponibile perchè a causa di una caduta nel fango, la nikon tascabile è diventata una nikon mimetica.

La stiamo ancora cercando.

Doveva essere un allenamento per la testa e per le gambe, in notturna, con i sentieri carichi di acqua e fango, e così è stato.
Notte con un quarto di luna, nuvolosa , senza vento. Temperatura intorno ai 10-15 gradi con umidità al 70%. Un sudario.

Un gruppo di pazzi, tra cui una tostissima Katia Fori (tra le prime 10 extreme trailer italiane) , un incursore di marina in congedo (Giuseppe) un paracadutista ex smipar di Reggio Emilia (Arnaldo) , un uomo di neanderthal -Pietro- (per la forza e gli atteggiamenti rustici),un avvocato mai stanco, Nicola, e la vittima sacrificale, il sottoscritto, sono partiti puntualissimi.

Dovevo fare una prova con lo stomaco, e avevo messo in programma una eventuale deviazione le ultime due ore per percorrere gli stessi chilometri degli altri abbassando la quota negli ultimi otto-dieci e prevenire i crampi da mancanza di acqua, che arrivano dopo ore e ore senza bere e mangiare.

La partenza è stata , ovviamente, a freddo e in salita per le prime due ore. Come da copione.Brutti cavalli impazziti ( loro)

Sentieri fangosi, frequenti cadute, cime e cimette da scollinare al buio, soste fin troppo rapide al punto che correvo con il cucchiaino in mano, lo zaino slacciato e la macchina fotografica a penzoloni. Mandrie di cavalli col campanaccio, di notte, con i loro cuccioli, ci seguivano, ci sorpassavano e ci aspettavano a valle, prendendoci per il c.. o almeno così ci apparivano certi nitriti un poco beffardi.

Uno di loro, nerissimo, si è spazientito a seguirci, perchè andavamo troppo piano, e ha chiesto strada,sorpassandoci e facendo sobbalzare di paura gli ultimi.

Con quattro gambe sono buoni tutti!!


E poi, finalmente, l'alba a 1500 metri,dopo il monte Cervellino, che domina il profilo delle prime pendici appenniniche, con uno spettacolo che assomigliava a un presepe senza neve. Il sole timido e rosso , il fresco della mattina, il gruppo compatto che si aspettava scherzando ( non tutti: Pietro stava sempre cento metri avanti per cercare il sentiero, o per evitare la "gambizzazione" minacciata dall'incursore Giuseppe, che doveva stare sempre accellerato).

Qualche disturbo di stomaco per me ( ogni gioia si paga col dolore, dice un monaco buddista che si dovrebbe fare i cavoli suoi).I posti e la gente speciale con cui corro valgono bene una bella vomitata liberatoria e un pò di sofferenza. Per niente al mondo rinuncerei prima di partire.Solo se il corpo grippasse, allora si. Ma stavolta l'ho anticipato.

L' arrivo al lago santo,posto magico, illuminato, silenzioso, profumato di montagna mattutina (capite cosa intendo..), alle otto , non è stato facile.

Le ultime salite erano interminabili, e per me , da quattro ore in crisi gastrica....non aggiungo altro.

Basta dirvi che i RIS di Parma non perderebbero tempo a capirec che sono passato di lì, per l'abbondanza di "campioni biologici" e frammenti di cibo.


La colazione del gruppo andrebbe trascritta come esempio della fame in Africa. I bidoncini contenitori delle marmellate, nutelle e burrini erano stracolmi. Un gruppo di dieci persone ne aveva riempito la metà di uno. Noi, in sei, ben quattro.
Niente cibo nè acqua per me, come da copione. Il vomito liberava tutto in 5 minuti.

Al Lago Santo, quindi, ho optato per il percorso con arrivo a Bosco di corniglio,più corto di qualche kmt e con meno dislivello: non avevo potuto idratarmi e temevo di ritardare gli altri sulle salite dell'Orsaro.

Allo scoccare dei 55-56 kmt l'allenamento era terminato per il webmaster in 11 ore e qualche minuto, mentre il gruppo che ha scelto il percorso alto traguardava i 60 in 13 ore scarse.


Appuntamento alle 13 alla Cisa. E così è stato per tutti.
Arrivato alla Cisa, gli sono corso incontro per un paio di chilometri, incrociandoli allegri e veloci, anche se stanchi.

La fontana a fine sentiero può raccontare gli odori, le zecche sulle gambe, il sudore e le battute tra amici.
Bel momento, che è valso l'intero allenamento.


3450 metri di dislivello per me
4200 abbondanti per il resto del gruppo.

E poi, manco a dirlo, una abbuffata al primo ristorante, con la solita razzia di tutto quello che era commestibile e bevibile a tavola. Pasta in bianco per l' "invalido".

Le parole chiave di questa galoppata?

Amicizia, allegria, altruismo, fatica, aiuto reciproco, saldezza di carattere, senso dell'umorismo, forza FISICA, gente fuori dal comune.

Gente tosta.

Il mio stomaco meno.Vedremo di cambiare strategia ( e medico). Il disturbo è molto diffuso tra chi corre. Sopravviverò.
Unico vantaggio: non consumo barrette, non consumo cibo. Non consumo gatorade. Un bel risparmio, di questi tempi, non trovate?


(il tracciato satellitare riporta il percorso del webmaster, che ha optato per la via "bassa" per evitare crampi da disidratazione,. L abatteria è "morta" dopo oltre 11 ore...e non ha registrato l gli ultimi 3.4 kmt)





 
 
 
 
   
NEANDERTA TRAIL IN NOTTURNA : 4 PARACADUTISTI PARTITI E ARRIVATI!
2009
by webmaster





PARMA-Sabato e Domenica 6 e 7 Giugno 2009- 4 paracadutisti del Folgore Team sono tutti arrivati alla spiaggia di Cap D'Ail (F), traguardo del Neandertal Trail di 56 kmt, in notturna, con partenza alle ore 20 del 6 Giugno da Camp D'Argent, ( Col Turini, 1610 msl)sino alla spiaggia a pochi chilometri da Montecarlo, con 3000 metri di dislivello positivo e 4000 negativo.

Hanno attraversato le alpi marittime in una manciata di ore, non senza difficoltà , create dalla meteo pessima.


Alberto Neiretti (Biella, ex Tuscania), Pietro Cirilli (matricola di queste gare, paracadutista di Roma) , Fabio Orsini e Walter Amatobene si erano dati appuntamento in Francia per un allenamento "lungo", poco più di una passeggiata per gli esperti dell'ultra trail du Cro Magnon, la gara "madre" di 112 kmt, sospesa per neve in quota.

Invece la meteo avversa, la nebbia sul percorso e un freddo fastidioso hanno trasformato la "passeggiata" in una prova più che impegnativa, con qualche rischio.



foto scattata da Orsini. Titolo: plotone disperso


Prova ne siano 45 concorrenti ( su 198)che si sono persi e ritirati. Alcuni di questi hanno dovuto pernottare all'addiaccio, in attesa che le nuvole basse scomparissero e fosse nuovamente visibile il percorso, ritornando a Cap D'ail addirittura in treno, dopo essere sbucati in paesini lontanissimi dal punto di passaggio previsto.

Il fortissimo vento aveva strappato i catarifrangenti che ogni 200-500 metri vengono piazzati nei punti difficili, facendoli volare su cespugli a volte anche in punti pericolosi, e traendo in inganno gli atleti.

Neiretti e Amatobene, più esperti conoscitori del percorso , che combacia con la seconda parte del Cro Magnon , hanno perso il sentiero un paio di volte, su una ripidissima montagna che hanno sceso e risalito per due volte, penalizzano il risultato "solo" di un paio d'ore e qualche litro di sudore, prima di ritrovare il sentiero tracciato.

Salite ripidissime e discese su pietraie esposte al vento hanno rappresentato molto più di un allenamento, lasciando tracce sul corpo a causa delle frequanti cadute, e nei muscoli che dovevano controllare la discesa sui sassi.


Peggiore sorte è toccata a Fabio Orsini, che ha dovuto assistere un gruppo di concorrenti inesperti che vagavano al buio,perdendo quasi quattro ore, mentre Pietro Cirilli, alla sua prima esperienza di trail ha dimostrato grinta da vendere, continuando da solo, dopo una piccola crisi di stanchezza e tagliando il traguardo in circa 16 ore, stanchissimo ma soddisfatto, molto dopo il suo "trainer" Fabio Orsini, col quale si era allenato sui monti laziali e abruzzesi.





 
 
 
 
   
L'ALIMENTAZIONE DELL ' ULTRA-TRAILER
2009
by webmaster


Parma- Il problema dell'alimentazione e delle conseguenti disfunzioni gastriche di cui tutti, anche il webmaster, sono stati talvolta vittima, ha stimolato Fabio Orsini ad effettuare uno studio selettivo dei cibi da portare in gara, scrivendo alcune "istruzioni per l'uso".

Fabio orsini è un ultra-trailer del Team Folgore. Paracadutista, iscritto alla sezione di Roma, partecipa a molti trail -sia ultra che medi - del calendario ( Monte Bianco, Cro Magnon, Trail della Capitale etc).

Correre in salita stressa notevolmente il fisico, lo deidrata e cosnula sostanze preziose, per questo accogliamo volentieri i consigli di un trailer che ha sperimentato sul campo quello che scrive:



di Fabio Orsini


Ho testato numerosi prodotti nelle lunghe uscite invernali caricando lo zaino con le quantità idonee considerando che non esistono “ristori” in allenamento.

L'obbiettivo era anche quello di trovare un giusto compromesso tra l’alto valore nutriente, l’alta digeribilità, peso e dimensioni ridotte per un facile trasporto e stoccaggio nello zaino.

Suggerisco di mangiare secondo il principio dei "micropasti", che comprendono l’assunzione di un uovo sodo, uno stick di emmental o parmigiano Reggiano insieme ad una pera. Per chiudere con zuccheri e liquidi, un kiwi.

In alcuni casi, durante gli allenamenti più lunghi, ho mangiato micro panini con prosciutto crudo e/o cotto o bresaola.

Il cibo va assunto in uno o più pasti nei 30km tenendo conto del dispendio energetico causato dal tracciato, l’altimetria e quanto percorso resta da fare.


Il camel - bag va rifornito solo con acqua, avendo cura di idratarsi continuamente, senza arrivare mai alla sensazione di sete.

Unico integratore naturale: Magnesio Supremo, da assumere nei gg precedenti un allenamento lungo o gara.

Con l agiusta alimentazione e idratazione si riesce a far arrivare il fisico ad un carico di stress enorme resistendo a migliaia di metri di dislivello e decine di km percorsi.

Per gli acciacchi da sforzo, suggerisco :

l’artiglio del diavolo (dolori articolari e muscolari)
Brufen: antidolorifico da assumere a stomaco pieno.

Nient'altro, se non tanta concentrazione e voglia di superare se stessi. Buona galoppata in montagna!


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ISTANT TRAIL TRA PARACADUTISTI E GENTE TOSTA
2009
by webmaster


ISTANT TRAIL TRA PARACADUTISTI E GENTE TOSTA

PARMA - Doveva essere un allenamento da dare i numeri: 41 chilometri all'andata con 3000 metri di dislivello, 30 chilometri al ritorno, con 1900 di dislivello, da Castrignano ( Langhirano di Parma) al Lago Santo ( 1500 msl) e ritorno poco lontano da Pastorello di Langhirano.
Da fare in meno di 13 ore, cioè quasi al galoppo .

E' diventato invece un vero e proprio ISTANT TRAIL che un gruppo "tosto" ha corso e sudato nel fine settimana del 18 e 19 Aprile 2009.

Atleti eterogenei per provenienza, professione ed età, ma che si sono subito immedesimati nella mattinata di "sofferenze" :

tre paracadutisti in congedo, tra cui il webmaster, più un incursore di marina che ha da poco cessato il servizio, un avvocato, una direttrice di banca, altri due professionisti locali,un "montanaro "doc", più un dirigente francese.

Nemmeno al superenalotto col bambino bendato potevano estrarre una combinazione più varia.Roba da campione della DOXA.

Eppure, sin dai primi chilometri è scoccata la scintilla di chi soffre insieme: quella della simpatia e della volontà, insieme all'aiuto reciproco.

"Prova stà barretta" "Vuoi un pò di gatorade?" "Aspettiamo **** che è in ritardo".

Partenza in salita alle 08.30 di Sabato 18 Aprile da Castrignano, uno splendido paese in collina, sopra Langhirano, immerso nel verde.

Fin da subito, tutti si sono rivelati compatti, allegri, forti in salita e veloci in discesa, aspettandosi e sostenendosi nei lunghi tratti fangosi, quando non paludosi. Battute e prese in giro bonarie: un piacere correre così,senza ansia, tra gente "giusta".

Una sola donna-di-ferro ( 1oma nella classifica delle ultra-trailer italiane, Katia Fori,l'inossidabile iron-woman), con una incredibile simpatica e giocosa grinta.

Chiede continuamente notizie sulla prossima salita, non perchè ne abbia paura, ma per programmarsi e sfiancarci tutti, col suo passo che non si ferma.

Il bello di correre in Montagna è proprio questo: gli ( alcuni) atleti .

Non c'è integratore o trucchetto che tenga. E' una sorta di "livella" buona, che identifica persone fondamentalmente uguali: generose,forti, sportive, leali e amanti della montagna e dell'amicizia fatta di fatti, e scusate il bisticcio. E vince quasi sempre il migliore, se non chiede passaggi in macchina perche " ha sbagliato strada". Capisciammè. "Illo" sa che sto parlando di Lui.


Il percorso è costellato di montagne, montagnole e colline, con il fango che si attaccava sotto le scarpe e una meteo bizzarra: qualche nuvola, vento da tiepido a freddo e, ad abundantiam, arrivo ai 1530 metri del Lago Santo sotto una fitta nevicata. Poi acqua, acqua, acqua , fango e vento, al ritorno, dopo i primi chilometri fatti correndo e scivolando sulla ( e sotto) la neve.

LO SPIRITO DI QUESTE FOLLIE


Ad una "classica" per pochi intimi -la Lagdei Castrignano che non supera mai i 20 partecipanti- alcuni atleti hanno voluto aggiungere il pernottamento al Rifugio Mariotti sul Lago Santo, e correre il ritorno la mattina successiva. Così, tanto per provare a vedere l'effetto che fa sulle gambe metterci una notte in mezzo.

Vi tranquillizzo subito: tutti vivi alla partenza. Come ha detto "Max", un paracadutista in congedo di Monza, giunto apposta per galoppare con noi, "stamattina non sono nuovo di fabbrica, ma ce la faccio".

Si: il ritorno era programmato per pochi. 5 in tutto, ma tosti, motivati, forti e leggeri. E infangati. 12 ore e 42 minuti di corsa, escludendo la sosta notturna al rifugio, ma comprese le 3-4 fermate per mangiare e bere. BRAVISSIMI che non siamo altro!

Grazie al "montanaro" che faceva da guida abbiamo provato l'ebbrezza di una frana da valicare, più un fiumiciattolo in piena che ci girava intorno e, che ogni volta che veniva guadato, era da guadare nuovamente. Abbiamo degradato P. il montanaro a "guida consultiva", anzichè guida-guida.

Dopo un paio d'ore di spine e rovi che hanno lasciato segni indelebili della giornata, finalmente una serie di paesini fiabeschi: Rocca Ferrara, con tanto di fonte sulfurea e Madonnina dei Boschi, Graiana e qualche altro. Lindi, deserti, silenziosi, antichi. Selciati fatti a mano nei secoli, transitati da contadini del medioevo, briganti, feudatari, damigelle e... noi, che , dall'aspetto , il Passatore ci faceva un baffo..

Chilometro dopo chilometro cresce la simpatia reciproca e lo spirito di gruppo. Passo dopo passo, aumenta anche la stima per ciò che sono le persone che corrono con Te, senza pensare a ciò che fanno nella vita. Lo avevo già scritto, vero, che la corsa in montagna è la livella di Totò? Beh! Lo ripeto.

E chi sta indietro o ha le gambe stanche, corre senza fatica mentale, e ce la fa lo stesso, come il sottoscritto.

Bagnati, stanchi e con voglia di correre ancora, arriviamo a Castrignano, nella tana del "montanaro".

Schietto e brutale, ci fa cambiare all'aperto. Gli amici non sporcano le case altrui, e Lui ci aiuta a conoscere la regola. Solo quando vede labbra e mani cianotiche, ci fa entrare in casa e il gruppo si sente unito, davanti a una stufa e un pezzo di formaggio, con una distesa di birre.

Forse, tutto questo l'ho fatto solo per quel momento

Anzi: ne sono sicuro, visto lo schifo che mi fanno le "gare" in montagna affollate, organizzate da meschini bramini (licenza poetica) e popolate di un bel 65% di sporcaccioni e cavallette con il rifiuto e il rutto facile.

Insomma: volevo fare una cronaca di un allenamento, come ne leggete tante ( noiosisssssime), in ogni forum di corridori, ma ho deciso di suggerire di farvela da soli, andandoci in pochi e non divulgando il bello che vedete. In pochi, ripeto!
E, per favore, guai a Voi se lo chiamerete trailer autogestito, con un linguaggio sindacale che la dice lunga su chi usa un termine così...stronzo. E scusate se parlo francese.
Sono allenamenti della mente e del corpo, nell'ordine in cui li ho scritti, capito, trailer da rivista e da forum??


A me interessava parlarVi solo dello "spirito" che ci ha "illuminati" e che ha aleggiato insieme a quella "signora vestita di celeste", che dico scherzosamente di vedere quando inizio a soffrire in salita ( ma la vedo sul serio, non ditelo in giro sennò mi ricoverano, nda). Sono convinto mi segue insieme a San Giuseppe per mettere una pezza ai miei malanni fisici e al calendario impietoso.

Alla prossima.
Cosa avete capito?
Non a Voi lettori: ai miei compagni di corsa!






LE FOTO









 
 
 
 
   
PARACADUTISTA ALESSANDRO FARISANO: TERZO ASSOLUTO ALLA MARATONA ALPINA VAL DELLA TORRE
2009
by webmaster




Il Maresciallo paracadutista (in servizio) Alessandro Farisano conquista il secondo posto assoluto nella maratona alpina Val Della Torre, di 42 kmt, dislivello 2970 metri.

Ecco il suo resoconto:

TORINO -Ho disputato la maratona alpina di Val della Torre domenica 19 aprile 2009. Uno splendido trail effettuato su un percorso decisamente tecnico e impegnativo, reso ancor più arduo dalle avverse condizioni meteo: dalla partenza all'arrivo completamente sotto la pioggia.


La partenza è avvenuta dal palazzetto dello sport di Val della Torre alle ore 8.00.

Dopo un breve tratto su strada asfaltata,imbocchiamo un sentiero che in poche centinaia di metri comincia a salire con una pendenza spaccagambe.

La lunga salita ci porta in breve tempo in quota dove procediamo su una pietraia resa ancora più viscida e sdruciolevole dalla pioggia che ormai cade nella zona da alcuni giorni.

La gara procede poi con una salita molto impegnativa che ci porta all'arrivo della mezza maratona dove ci attende un'ottimo rifornimento a base di the caldo e frutta secca in abbondanza.

Da quì in poi si prosegue all'interno del bosco dove diventa più difficile individuare il percorso segnato.

L'ultima salita impegativa ci conduce ad aggirare la croce in cima al monte Musinè,adesso è davvero finita,tutta discesa fino a tonare a Val della Torre.Ultimo impegno a poche centinaia di metri dall'arrivo, il guado di un fiume e poi finalmente il tanto sospirato arrivo.

Ho concluso i 42 km in h 5.00. Felicissimo del terzo posto assoluto,mi vado a gustare il ricco buffet messo a disposizione dall'organizzazione, che ringrazio per la cordialità e l'organizzazione.




 
 
 
 
   
GLI IMPEGNI DEI SOPRAVVISSUTI DEL FOLGORE TEAM
2009
by webmaster


PARMA-12 APRILE 2009 - Periodo di crisi di vocazioni per l'atletica in montagna.

Sono rimasti solo tre atleti a correre le gare "estreme" in alta quota, nel Folgore Team: Neiretti, Orsini e Amatobene.


Nonostante la solitudine, ognuno di loro ha continuato i massacranti allenamenti in quota, con pioggia, neve, freddo sottozero e fango, senza fermarsi.

Ultimo in ordine di tempo il 5 Aprile 2009: 41 chilometri non stop, con 2800 metri di dislivello, corsi nell'appennino permense sotto la pioggia e in mezzo alla neve, a cui ha partecipato anche un "aspirante" poveniente da Monza, congedato del 186mo, di cui parleremo nei prossimi giorni.

Neiretti, nel momento in cui scriviamo, è in Abruzzo come esperto di lavori verticali,convocato dalla protezione civile, e ha sospeso temporaneamente le uscite.

Orsini si allena con costanza nelle montagne intorno a Roma e -fino a Dicembre scorso- ha compiuto uscite di sci alpinismo sul Gran Sasso.


PROSSIMI IMPEGNI

Il 18 e 19 Aprile Amatobene farà un allenamento insieme ad amici locali, di circa 86 chilometri, correndo una "classica rustica" da Castrignano a Lagdei. L avariante di quest'anno sarà il pernottamento al Lago Santo e il ritorno a Castrignano la mattina successiva.

5400 metri di dislivello totale sull'appennino parmense, che ha montagne di tutto rispetto, fino a 1957 metri, ancora innevate.

Il 2 e 3 Maggio si correrà la "THE ABBOT WAY", di 120 kmt in due tappe da 60 kmt circa, da Pontremoli a Bobbio, con 5900 metri di dislivello totale, sulle tracce del sentiero che percorrevano nel Medioevo gli "Abati" per giungere a Roma dall'Europa.

Parteciperanno Amatobene e probabilmente Orsini e Neiretti.

Il 6 e 7 Giugno : immancabile " CRO-MAGNON EXTREME RACE", 113 km 6700 metri di dislivello: Orsini e Neiretti, con Amatobene.
Per quest'ultimo si trtta della settima edizione. La gara ha tenuto a battesimo il nucleo degli skyrunner.

Il 28 e 29 Agosto, a Curmayeur, si correrà una gara a numero chiuso (450 atleti massimo) di 107 kmt, con 6700 metri di dislivello, che terminerà a Chamonix.

E' stata organizzata come "gara collaterale" durante la più lunga, affollata e circense Ultra Trail del Monte Bianco, da 4000 iscritti, che si svolge su un altro percorso, a cui il webmaster ha giurato di non partecipare mai più e di parlarne male ogni occasione utile.



L'ESERCITO NON VUOLE PIU' DARE IL NOME AI GRUPPI SPORTIVI AL DI FUORI DEL CENTRO SPORTIVO CENTRALE

Il gruppo sportivo FOLGORE TEAM, la cui sede è a Pisa presso il CAPAR, sta attraversando un periodo di cambiamenti dovuti alle nuove regole fissate dallo Stato Maggiore Esercito per lo sport dei propri militari nel tempo libero.

Cambiamenti che costringeranno gli atleti "civili" e militari a fondare un proprio gruppo sportivo paracadutisti autonomo. Niente più allenamenti in servizio, quindi, per coloro che praticano atletica e ciclismo, nè la rappresentratività dell'Esercito nelle gare.

La stessa cosa è accaduta per il KARATE FOLGORE, che è diventato una associazione sportiva "civile", sebbene abbia il patrocinio morale della Folgore, di cui porta il nome di un reggimento, il 187mo, e al quale è affidato il compito di mantenere in allenamento gli istruttori e i tecnici militari..

Le nuove regole impongono la fondazione di una "ASD" (associazione sportiva dilettanti), nella quale non dovrà più figurare il nome o il logo "Esercito".

Tutti gli atleti potranno e dovranno allenarsi e gareggiare solo nel tempo libero e sanza alcun rimborso per le trasferte.
Il lato positivo per il nostro sito è lo sgravio economico: in qualità di sponsor erogavamo diverse risorse per la buona riuscita delle attività, che ora useremo in proprio.

Vi terremo al corrente dei positivi sviluppi.


LO SPORT ESTREMO NON E' PER I PARACADUTISTI

Dopo tanti anni di tentativi, dobbiamo ammettere che gli sport estremi non attraggono i paracadutisti del sito, evidentemente già molto soddisfatti di quanto hanno fatto durante il servizio o nei corsi ANPDI.

Ci consola il fatto che durante le gare incontriamo sempre qualche congedato (pochi per la verità) che corrono nei gruppi sportivi delle loro città e con i quali ci scambiamo camerateschi e sportivissimi saluti (e aiuti) in gara.


Per informazioni:


scrivete al webmaster










 
 
 
 
   
100 KMT DEL SAHARA: UN PARACADUTISTA MILANESE DODICESIMO ASSOLUTO SI 152 PARTECIPANTI
2009
by webmaster


con il pettorale 79, Cristiano giunge al traguardo dell'ultima tappa



PARMA-12 APRILE 2009 - Cristiano Locci è un paracadutista ANPDI milanese,imprenditore, specialista di arti marziali, brevettato a Parma, dove si trovava per motivi sentimentali e di lavoro qualche anno fa.

Dopo un durissimo e intenso allenamento fatto di cinque uscite settimanali, durato mesi, durante i quali ha corso anche diverse maratone, ha partecipato alla 100 chilometri del Sahara a tappe, a cui hanno partecipato 152 concorrenti, che si è svolta nel mese di Marzo.

Si è piazzato dodicesimo assoluto.

Ci aveva pure mandato alcune foto mentre correva ed era in tenda nel deserto, ma il computer ce le ha "mangiate" in seguito ad un back-up.
Le stiamo recuperando.

Nel frattempo gli inviamo i complimenti da queste pagine per la perseveranza e i tanti sacrifici che ha sopportato.
Possiamo immaginarli.
Lui, milanese, si è allenato in città, di giorno e di notte, con poche uscite "fuori porta".

Il suo prossimo impegno sarà "il passatore", altra classica spacca-gambe e spaccatesta , tutta sull'asfalto e molto chiacchierata per i tanti furbetti che accorciano con passaggi in auto alla luce del sole.

Finita la indigestione di sabbia e asfalto, ci auguriamo che entri nel FOLGORE TEAM ULTRA ALPINE RUNNING (che si ricostituirà) e condivida con noi la bellezza della quota alpina, lontano dal mondo e dai furbi.














 
 
 
 
   
UN PARACADUTISTA ALLA CHABERTON
2008
by webmaster




PARMA- Il Maresciallo paracadutista Farisano, del 187mo Reggimento di Livorno, è una "new entry" del Folgore Team.
Ha fatto il Cro Magnon in 15 ore scarse, e ha partecipato alla Chaberton Marathon, da Monginevro a Cesana (3000 metri di dislivello positivo) , realizzanto un ottimo piazzamento (53mo assoluto) in 6 ore 15 minuti.

Nel dargli il benvenuto nel gruppo, ci riserviamo di fare la cronaca delle gare a cui parteciperà, con l'impegno di farne presto una insieme.









 
 
 
 
   
IL GRUPPO PODISTICO DELLA FOLGORE RITORNA A CORRERE E SI PIAZZA!!!
2008
by webmaster


29 giugno 2008 - Pistoia Abetone


Parma- Torna il podismo al CAPAR. Grazie alla azione congiunta dello staff del Folgore Team, di alcuni Ufficiali, tra i quali il Ten Col. Luisi e il Capitano Sapienza, e del Sergente Polzella, il gruppo podistico del Capar ricomincia a dare forti segnali di ripresa.

Il "battesimo" è stata la PISTOIA ABETONE di Domenica scorsa: una gara in salita, assai impegnativa perchè tutta su asfalto, nel traffico, e... molto veloce.Le notizie sono confortanti: i paracadutisti ricominciano a piazzarsi.


Abbiamo notato con piacere un congedato del 1983 -Roberto Barbi- che ha guadagnato il primo posto nella trenta chilometri, dopo avere vinto anche le edizioni precedenti sulle diverse lunghezze .


Ecco il "servizio" che invia il neo-Tenente Colonnello Luisi, "coach" di orientering, che ha collaborato alla rinascita del gruppo podistico, e a cui mandiamo le congratulazioni per la recente nomina.





PISA- Domenica 29 Giugno un piccolo gruppo di paracadutisti ha partecipato alle prove 14 km e 30 km nell'ambito della manifestazione Pistoia Abetone Ultramarathon.

Promotore dell'uscita è stato il Capitano Agatino Sapienza, appassionato di podismo, che è riuscito a formare la squadra che ha partecipato all'evento.


Da una lettura veloce delle classifiche notiamo che il Serg. Polzella è arrivato 5° nella 14 km e il Cap. Sapienza si è classificato 12mo nella 30 km.

Nota della redazione: Il webmaster ha fatto un paio d'anni orsono la Pistoia Abetone, sul percorso più lungo, e ha avuto modo di verificare la difficoltà sia fisica che mentale della gara, che si svolge in condizioni non ideali sulla strada,aperta al traffico per su tutto il percorso.



Complimenti a tutti! Speriamo di potr correre insieme, prima o poi!


Nelle foto:

Roberto Barbi, 1° classificato nella 30 km di quest'anno, 1° nella 50 km dello scorso anno ed in quella del 2005, 1° nella 30 km del 2004, detentore del Record della manifestazione e... Paracadutista presso la SMIPAR nel 1983.







 
 
 
 
   
IL DAWA SHERPA, VINCITORE DEL CRO MAGNON, RINGRAZIA IL WEBMASTER
2008
by webmaster


PARMA- Riceviamo oggi il messaggio di ringraziamento di Dawa Sherpa, il vincitore del Cro Magnon, nepalese. Atleta eccezionale, fortissimo, che ha dato oltre due ore al nostro Olmo, incontrastato vincitore di sei edizioni.Un uomo temprato sulle montagne del nepal, con un aforza fisica e morale d'acciaio, infaticabile e veloce.
Un uomo che sposa filosofia e corsa. E i risultati si vedono. Ora vive in francia, a Chamonix , come uomo della New Balance . Ha, ovviamentem vinto tre delle quattro edizioni del Trail du Mont Blanc, la gara più dura di corsa estrema ( seconda è il Cro Magnon).


Il webmaster, come sponsor della manifestazione, riceve i suoi ringraziamenti, lui che ha chiuso in meno di 10 ore.
Dopo l'arrivo, sfiancato dalla lunga corsa, il webmaster ha dovuto reidratarsi a lungo, e non si è presentato alle premiazioni del pomeriggio. Ecco perchè Dawa gli ha scritto.

Ecco il testo:



Bonjour Valter,

JE suis désolé, car je n'ai pus vous remercier, nous avons étés très contents mon épouse et moi même, de ce privilège que vous nous avez offert, car jamais nous n'aurions put aller dans un tel hotel,et croyez moi c'était un plaisir, encore tous mes remerciements,
et au plaisir de vous rencontrez ,car Pietro ( Martinengo, uno degli organizzatori, ndr) m'a dit que vous aviez fait la course, peut être venez vous à l'UTMB, si oui venez vers moi ,car moi je ne saurai vous retrouvé, je vous joins une photo de mon arrivée
amicalement
Dawa


 
 
 
 
   
RAID DU CRO MAGNON : AFFERMAZIONE DELLA VOLONTA' CONTRO IL DESTINO AVVERSO
2008
by webmaster


Alberto Neiretti chiude con 16 ore circa, Amatobene con poco più di 18 e Orsini a 25 ore di gara, per 100 chilometri di percorso e 5500 metri di dislivello

LIMONE PIEMONTE- Gli ingredienti dell'edizione 2008 della "extreme race" (gara estrema)"raid du Cro Magnon", (14-15 Giugno 2008) erano tutti presenti, come da qualche anno a questa parte: temporali sin dalla partenza, pioggia, fango, neve in quota, vento forte sulle cime, sentieri fangosi e scivolosi, temperature sempre differenti e tanti, tanti, tanti, contrattempi e acciacchi che hanno flagellato tutti i concorrenti, compresi i paracadutisti del nostro sito.



Orsini, Neiretti e Amatobene a pochi minuti dalla partenza. Le montagne alle loro spalle li aspettano...con tante sorprese

E' stata una edizione sofferta (più delle altre), che ha indotto ben 50 atleti ad un ritiro "preventivo", visti i temporali e il torrente di pioggia alla partenza, e altrettanti ad abbandonare ai primi segnali di dificoltà "estrema", ai primi posti di controllo posizionati nei punti-chiave.


Fino all'ultimo minuto, gli organizzatori erano in attesa della luce verde dagli osservatori sul versante francese delle cime da raggiungere, perchè la notte aveva portato abbbondanti spazzolate di neve e pioggia ghiacciata oltre i 2200 metri,e avrebbe potuto ostruire e rendere pericolosi i sentieri esposti.

La severità del percorso, con i suoi 5500 metri di dislivello da affrontare quasi tutti nei primi 57 chilometri, si è unita a una gamma di "sorprese" fisiche individuali che Oogni volta, le gare come questa riservano a chi prova a superare se stesso e si trova a correre in salita. Lo sforzo avviene in un paesaggio che non fa sconti e con una meteo severa, con lo zaino in spalla, contando solo sulla capacità della propria mente di valutare e annullare i segnali negativi che a migliaia iniziano a tormentare dai primi chilometri, fino alla fine.



Nessuno dei tre ha mollato, e ognuno ha conseguito il miglior risultato possibile.


I notri atleti hanno sopportato di tutto: dalla nausea da sforzo e aiutata da qualche (solito e necessario) integratore-spazzatura che ha ritardato Amatobene di ben 3 ore ( ha dovuto porre rimedio con le solite birre alla impossibilità di bere alimentarsi per oltre 13 ore), ad alcuni acciacchi fisici e un piccolo (non tanto) infortunio al piede di Neiretti su una pietraia, fino al rallentamento di Orsini e del suo amico Domenico, che sono transitati di notte in certi punti ormai trasformati in un letto di fango e pietre, scivolosi e pericolosi, con canaloni pronti a inghiottirli.

Complimenti a tutti. La corsa in alta quota è una palestra non solo fisica ma serve anche per forgiare volontà e carattere, e loro, tutte le volte, dimostrano di averlo capito.

Ecco una piccola anticipazione delle immagini che pubblicheremo in ATLETICA, insieme a un servizio più tecnico.




foto sotto:il primo pezzo dopo la partenza. Si va verso i sentieri innevati.Anche quest'anno la partenza era stata spostata al Col di Tenda ( vecchia strada militare), per la impraticabilità del percorso dalle piste di Limone. Una soluzione che ha procurato disagi aggiuntivi agli atleti e che ha sostituito una tratta sterrata con un lungo pezzo di asfalto.



foto sotto: il webmaster ad un ristoro al 70mo chilometro ( Sospel), dopo avere attraversato 20 chilometri di sentieri fangosi e pericolosi, fradicio e infangato. Il primo ristoro dove ha potuto bere 5 birre (zero gradi) per recuperare liquidi e forze, ormai al lumicino. Nei due precedenti aveva dovuto accontentarsi di pochissimo per non provocare ulteriore nausea da integratori-spazzatura.



dopo tanta fatica, ecco come si presentava il porto di Cap D'Ail Montecarlo quando è arrivato il webmaster, intorno all'una di notte di Domenica 15 Giugno. I "reduci" del trail hanno camminato negli ultimi metri tra i tanti automobilisti del Sabato notte. Coperti di fango , con bastoncini da montagna e visi stravolti, chissà se qualcuno avrebbe mai creduto a quello che avevano passato sino a qualche ora prima.









 
 
 
 
   
CRO MAGNON: 106 KMT DI TERRORE E DELIZIA DI ALCUNI PARACADUTISTI
2008
by webmaster



PARMA- Mancano tre giorni alla partenza del "RAID DU CRO MAGNON", la "classica" estrema di 106 kilometri non stop di corsa in montagna, con un dislivello di 5500 metri(positivi) e 6500 negativi.

La partenza è fissata alle ore 05.00 del 14 Giugno a Limone Piemonte, per raggiungere, attraversando le alpi marittima, Cap D'Ail ( la parte francese di Montecarlo)

Parteciperanno anche a questa edizione i (sopravvissuti) paracadutisti del TEAM FOLGORE Alberto Neiretti di Biella, Fabio Orsini di Roma e Walter Amatobene di Parma.

Tutti e tre si sono duramente allenati. Neiretti, in particolare, è in grande forma, e ci aspettiamo un risultato eclatante.

La situazione metereologica in quota è pessima: neve a tratti sui passaggi più delicati ( la gara attraversa le alpi marittime, superando più volte i 2500 metri), al punto che l'organizzazione deciderà oggi se sospenderla oppure no.

Nel 2007, come ricorderete, a causa di una bufera di neve, venne interrotta al 30mo chilometro, quando già si registravano numerosi casi di ipotermia tra i corridori "maratonini" che si erano presentati alla partenza in pantaloncini corti, mal equipaggiati, con l'idea di aggiungere una patacchina a quelle delle sagre paesane o alle maratone-montagna-di-rifiuti a cui partecipano chiassosamente, e poterne scrivere sulle riviste-fai-da-te che gli danno palcoscenico.

Da una percentuale di italiani del 10% o anche meno (alla prima edizione del 2001 c'erano solo 10 Paracadutisti. In congedo :Nugnes,Amatobene,Orsini,Polletta,in servizio:Squadrone, Angeli, Galeotti, Logli, Magistro), siamo arrivati al 70% della edizione 2008 con un inevitabile deriva di schiamazzi, pitti-mizuno e folklore non richiesto, che vi lascio immaginare.

Speriamo che la severità del clima e del percorso li scoraggi dal comportarsi come l'ultima volta, con urla, schiamazzi da circotogni, spintoni alla partenza e cartacce sul terreno.

Se così fosse, il webmaster non esiterà a ritirarsi, come avvenne alla edizione del Trail Du Mont Blanc, dove 2500 persone, in mandria, hanno devastato i sentieri e spintonavano come ad un bagno di rimini.

Meglio le corse in solitaria ISTANT TRAIL sulle creste.

Il numero di iscritti, per decisione degli enti locali francesi che salvaguardano l'ecologia dei loro parchi ( bravi!!!) è di poco superiore ai 400 atleti.

Il webmaster figura tra gli sponsor con la sua ditta.




 
 
 
 
   
17 MAGGIO 2008 -ALLENAMENTO IN QUOTA PE RI DUE PARACADUTISTI DEL CRO MAGNON 2008
2008
by webmaster

PARMA- Pubblichiamo un interessante frammento di filmato girato oggi (17 maggio 2008) alle ore 19:30 a 1880 metri di quota, durante un allenamento notturno di Aberto Neiretti e Walter Amatobene,mentre stanno percorrendo il tratto più impegnativo della traversata Lagdei-Passo della Cisa (37 kmt) in quota, sul sentiero "00", di corsa.. Vento a 50 nodi, temperatura 5°, nebbia che non faceva distinguere le tracce...e le creste del sentiero, con salti di 300 metri che li aspettavano...

Si tratta di uno degli ultimi allenamenti "duri" per cercare di ripetere le condizioni che troveranno al Cro Magnon, il 14 Giugno, quando dovranno affrontare 108 kmt e 5500 metri di dislivello, per andare da Limone Piemone a Cap D'Ail - Montecarlo,

GUARDATE IL PRIMO
GUARDATE IL SECONDO










 
 
 
 
   
RESISTERE ALLA FATICA E ALLO STRESS DELLE GARE ESTREME
2008
by webmaster



Vi presentiamo un libro scritto da un amico dei Paracadutisti: Pietro Trabucchi


208 PAGINE
EURO 14
ordinabile con una ricerca su GOOGLE o anche su

MACROLIBRARSI

recensione di Fabio Orsini

Ho letto d'un fiato l'ultimo libro di Pietro Trabucci edito dalla Corbaccio : RESISTO DUNQUE SONO - La capacità di resistere allo stress, di superare gli ostacoli e di rimanere motivati nel perseguire i propri obiettivi: questa è la "resilienza".

La storia di chi è forte e l'analisi delle debolezze di chi non ce l'ha fatta. Utili consigli per capire se stessi.

Un testo cosigliato a tutti gli sportivi e chi si sfida sia in gara che in addestramento, per sopportare carichi elevati di stress psico/fisici.

Dello stesso autore troverete anche veri e propri manuali per incrementare la forza mentale e la resistenza allo stress nelle gare di lunga durata. Visitate il suo sito:


www. pietrotrabucchi.it


Pietro ha sempre dimostrato una grande simpatia -ricambiata- per noi paracadutisti ultramaratoneti : forse perchè, prima o poi, dopo averlo incontrato su tutti i campi delle gare più dure, sarà la volta di un aereo?


Nota del webmaster



PARMA- Ho incontrato Pietro Trabucchi alle prime edizioni del Raid du Cro Magnon e del Trail du Mont Blanc, quando, sette anni orsono, gli italiani si contavano sulle dita di una mano e i Trail alpini venivano considerati veri e propri "mostri" della fatica mentale e fisica, con pendenze e scenari mozzafiato.

Correre e marciare in salita per 100-150 chilometri, con maltempo, freddo, neve in quota, senza dormire e mangiando ai ristori volanti, sembrava una impresa ardua e per alcuni impossibile e Trabucchi, già consulente della nazionale di Triatlon e di altri atleti nazionali, volle approfondire.

Da psicologo, Trabucchi ha studiato le reazioni del corpo e della mente provando di persona i meccanismi mentali e fisici che spingono un atleta a cimentarsi con l'impossibile. Una vera mosca bianca, pensando ad altri (mediocri) studiosi a tavolino della materia.

Durante le gare -che ha sempre terminato, tranne un trail del monte bianco dove al 110° chilometro è stato fermato insieme al webmaster per ipotermia- , ha incontrato diversi personaggi italiani fuoriclasse, strani e leggendari, che gli hanno spiegato la loro vita di atleti di sacrificio.

Una indagine che per Trabucchi sarebbe stata assai più difficile oggi, dopo che sono arrivate ai super trail centinaia di ipertecnologici ex maratoneti, tutto integratori, mizuno e satellitare -e cerotto al naso- , a caccia di patacche di cui vantarsi nei forum. Gente irriguardosa della montagna, chiassosa e talvolta ignorante, veri inquinatori dell'ambiente, con centinaia di cartacce di ogni tipo buttate sui sentieri.

Chiedo a Trabucchi, dopo il successo del libro che Vi stiamo consigliando, di indagare su questo "terzo stadio" -mortale- di una attività una volta nobile e didattica, che gli italiani stanno "bruciando" e "consumando" con tanto di riviste dedicate.

Dal 2000 in poi, sono inspiegabilmente "emigrati in massa" dalle maratobne su strada, iscrivendosi alle gare francesi di corsa in montagna e in altri posti desertici, e sucessivamente hanno creato una confusionaria e incontrollata serie di gare italiane a imitazione di quelle d'oltralpe, ormai in numero eccessivo.

Tutti ultra-trailer, quindi, in Italia!. Pietro: spiegaci perchè. E soprattutto facci sapere perchè la percentuale di ritiri, sempre altissima, è ora ben oltre il 50% e gli imbecilli sono in aumento anche in montagna!!!