Parma- Pubblichiamo un lucido intervento tecnico del Par Aldo Falciglia, già autore del MANUALE DI SITRUZIONE PER I CORDI FDV dell'ANPDI.
Suggerisce alcuni rimedi "moderni" i corsi più efficienti dal punto di vista documentale, e per dare agli allievi maggiori supporti didattici.
Il par Falciglia, istruttore Fdv è segretario della 2a Zona Anpdi e Presidente della Sezione di Saronno. Coordina dall'inizio la Staffetta degli Ideali della tratta Tradate e fornisce periodicamente la sua consulenza al Direttore Tecnico Nazionale sulla materia, di cui è profondo conoscitore "dalla gavetta" .
Milano, 10 novembre 2007
Oggetto: NOTE SULLE TECNICHE D’INSEGNAMENTO E LE PROCEDURE DI GARANZIA E CONTROLLO QUALITA’
Egregi Signori,
con le note che seguono intendo portare un contributo al perfezionamento del metodo d’insegnamento del corso di addestramento al lancio con paracadute ad apertura automatica e calotta emisferica. Soprattutto, in ordine a: problematiche relative lo sviluppo di un rinnovato e ampliato sistema didattico, integrandolo con procedure di garanzia, sicurezza e controllo di qualità.
Innanzitutto occorre fare alcune precisazioni circa l’utilizzo, che effettuo, del termine “sistema didattico” : un sistema didattico è quel complesso organizzato di procedure e sistemi che fornisce: nozioni teoriche, l’indicazione sull’utilizzo di materiali d’insegnamento appropriati, da utilizzarsi in sessioni di addestramento basate per soddisfare gli obiettivi delle prestazioni prescritte, in un corso - il tutto condotto da un qualificato istrut¬tore - per dare ai partecipanti una preparazione corretta. Sufficiente ripetizione, ritorno di infor¬mazioni ed esami devono essere inclusi per rin¬forzare sia l'apprendimento immediato che a lungo termine di informazioni e abilità vitali.
Perché occorre utilizzare un sistema didattico ?
L’aderenza ad un sistema didattico omogeneo e uguale per tutti, completo di lezioni, procedure organizzative, protocolli d'esame e cosi via, fornisce una inconfutabile documentazio¬ne dell'evidenza che sono state soddis¬fatte le più alte norme di cura e control¬lo professionale.
L’uso al completo del sistema didattico non dà beneficio solo ai frequentatori ma, in egual misura porta benefici a tutte le persone e le organizzazioni che, a vario titolo, interagiscono con il citato “sistema”.
Infatti, usando un sistema didattico omogeneo e uguale per tutti (standardizzato) che sia educati¬vamente valido (basato su concetti d'ap¬prendimento e regole d’impiego definiti dalla comunità di¬dattica, usati e provati ampiamente nel¬la realtà), lo stesso, provvederà a garantire una maggiore protezione, a chi lo necessiti, anche nel campo della responsabilità civile.
Sulla base di queste premesse, esaminiamo, ora, quale è la situazione A.N.P.d’I. al momento in cui scrivo queste note, in ordine al sopra citato tentativo di contribuire al perfezionamento del nostro sistema didattico.
Le fondamenta dell’attuale sistema didattico A.N.P.d’I. (alle quali, per i motivi che tutti ben conosciamo, bisogna rigorosamente attenersi) sono, le disposizioni contenute nella Circolare ISPEARMI N.1400/1229 allegato B-2 “Corsi e qualifiche dell’A.N.P.d’I”.
Altro elemento importantissimo, da considerare è che :
l’A.N.P.d’I., tramite le sue scuole, fornisce una serie di altri “servizi” che vanno bene al di là della solo effettuazione del noto corso di paracadutismo ma, portano l’allievo (sempre all’interno di proprie strutture) fino al lancio. Pertanto un rinnovato e ampliato sistema didattico, dovrà obbligatoriamente occuparsi anche di “codificare” e fornire, le necessarie informazioni sulle: procedure e i sistemi di verifica dei citati altri servizi che, la “catena didattica e di controllo” (istruttori, ripiegatori, responsabili delle scuole, direttori d’esercitazioni, Ispettore delle scuole, Segreteria e Commissione Tecnica Nazionale) devono attuare e soprattutto far rispettare.
Occorre perciò considerare, l’impianto del sistema didattico come una “macchina”. Tutte le sue parti devono essere tarate e funzionare insieme, affinché esso lavori adeguata¬mente e produca i risultati desiderati.
Al fine di capire come questa “macchina” funziona, è importante analizzare come tutto il sistema didattico del corso di paracadutismo A.N.P.d'I. e i servizi annessi, funzioni e se soddisfa gli obiettivi richiesti.
Attualmente, oltre alla citata circolare 1400/1229, pure in corso di revisione, il manuale d’istruzione A.N.P.d'I., resta il principale perno ed ausilio del sistema didattico. A cui tutti : allievi e istruttori, fanno riferimento. Allo stesso manuale farà sicuramente riferimento anche chi, per motivi legali, dovesse occuparsi di corsi tenuti dall’A.N.P.d’I.
Faccio questa affermazione, perché avendo fornito più volte la mia consulenza, come perito di tribunale, in materia subacquea, ho potuto notare come si comportano sia il magistrato inquirente che il magistrato giudicante, in caso di controversie circa il corretto insegnamento/apprendimento di sport potenzialmente rischiosi, come la subacquea e per analogia il paracadutismo.
Dunque, la prima cosa che faranno questi soggetti: magistrati o avvocati, sarà stabilire quali norme e procedure siano state applicate; come e se esistono fonti, a cui si possa fare riferimento. Così inizieranno a reperire tutta la documentazione (IL MANUALE) e a nominare un perito.
Analizzando il manuale, credo di poter affermare con una certa sicurezza che, nessun magistrato/avvocato e relativi periti, potrà sollevare obiezioni circa quanto troverà scritto. Ma, il problema principale sarà dimostrare e/o recuperare la prova che, quanto indicato sul manuale sia stato effettivamente insegnato ed effettivamente appreso…
Ecco la prima osservazione e la conseguente proposta:
- ATTUALMENTE, MANCANO STRUMENTI ATTI A PROVARE CHE QUANTO SI AFFERMA DI AVER COMPIUTO SIA STATO REALMENTE FATTO.
- QUINDI, BISOGNA CREARE DOCUMENTAZIONE DEBITAMENTE DATATA E SOTTOSCRITTA DALL’ALLIEVO, LA QUALE ATTESTI CHE I PIANI DI LEZIONE SIANO STATI REALMENTE INSEGNATI E APPRESI NEI DOVUTI MODI
Ancora. Perché si sia certi di poter ottenere il duplice risultato, cioè l’apprendimento dell’allievo e la creazione di un documento firmato che comprovi tutto ciò, bisognerà creare, per ogni modulo di lezione, un questionario con alcune domande a risposte multiple, così che si possano individuare eventuali lacune nell’apprendimento o peggio nell’insegnamento.
Mi spiego con un esempio:
l’istruttore, al termine della lezione sui malfunzionamenti, propone nel questionario a domande, tutta la casistica dei malfunzionamenti, citati dal manuale. L’allievo risponde per iscritto e successivamente firma il foglio delle risposte.
In questo modo e solo in questo modo, conservando questo documento per cinque anni, si avranno le prove che l’allievo era a conoscenza di tutti i tipi di malfunzionamento e quindi, in caso d’incidente, a quell’allievo, dovuto appunto a un malfunzionamento, nessun giudice potrà incolpare di negligenza alcuna struttura o istruttore A.N.P.d’I. Inoltre, se lo si vuole - e lo consiglio caldamente-, è possibile andare oltre, in tema di certezza dell’apprendimento e qualità e controllo dell’insegnamento.
Si può infatti creare un organismo, all’interno della Segreteria Tecnica Nazionale, che predisponga altri tipi di questionari, da inviare a un certo numero di allievi che hanno effettuato il nostro corso. Allo scopo di verificare, autonomamente, l’operato dell’istruttore e delle strutture a cui si è appoggiato.
Nel questionario, dove in premessa si spiegherà all’allievo che potrà rispondere in forma anonima e che le domande che gli vengono poste servono a migliorare il nostro sistema didattico.
Si potranno porre delle domande tipo:
il tuo istruttore chi era ? Il tuo istruttore era sempre presente allo svolgimento delle lezioni ? Durante il corso che tipo di preparazione atletica hai avuto ? Quando ti sei lanciato hai potuto verificare, del materiale datoti in uso, la scheda di ripiegamento ? Successivamente analizzando le risposte, se più allievi, di uno stesso corso, segnaleranno per la stessa domanda risposte anomale, si potrà attivare un ispettore che sentirà l’ istruttore o la scuola responsabili e gli chiederà di fornire adeguate spiegazioni, valutando, successivamente, eventuali provvedimenti da adottare. Ora, per introdurre questi semplici accorgimenti, non occorre, gran che. Ma, il beneficio che si può ottenere da queste modifiche è elevatissimo.
I soggetti su cui bisognerà agire, con tempestività, sono ovviamente la naturale interfaccia tra gli allievi e le strutture A.N.P.d’I. : gli istruttori. Essi sarebbero in grado di poter adottare le nuove disposizioni quasi in tempo reale. Come potrebbero farlo ?
La soluzione potrebbe essere di inviare loro delle Circolari, a cura della Segreteria Tecnica Nazionale, contenente i facsimili da utilizzarsi per documentare l’addestramento impartito e cioè:
- una cartella allievo - un accordo di apprendimento - piani di lezioni predisposti per firma allievo - questionari per ogni lezione
Successivamente ma, sempre in tempi brevi, sarebbe opportuno predisporre un manuale istruttori, il quale conterrà: - il manuale allievi - tutti i formulari descritti al capoverso precedente - una sezione norme e procedure, la quale esponga, esattamente e chiaramente, quali sono tutte le norme e le procedure alle quali un istruttore dovrà rigorosamente, osservare e far osservare. Per esempio: le norme di ripiegamento dei paracadute e verifica degli stessi, la normativa sulle avio superfici, la velocità del vento durante un lancio di brevetto o di addestramento ecc. ecc. In altre parole, tutte le norme e i regolamenti già esistenti ma che si trovano sparsi, tra la circolare 1400, che in pochi posseggono e soprattutto leggono, e i vari manuali in uso.
Attualmente credo sia cosa semplice predisporre un “format”, per esempio in formato PDF, inserirlo in Compat Disck, del costo di pochissimi Euro, per inviarlo a tutti gli interessati: istruttori, scuole ecc. ecc. Così, con il costo di poche centinaia di Euro, si potrebbe dotare tutto l’apparato didattico A.N.P.d’I. di nuovi e semplici strumenti, in grado di adeguare il nostro sistema d’insegnamento e di addestramento, a livelli atti a garantire una rinnovata omogeneità e sicurezza didattica, al passo con i tempi e le situazioni di rischio.
In conclusione per adeguare il nostro sistema didattico, allo scopo di renderlo più sicuro e al riparo di contestazioni che, solo grazie a poche lacune procedurali, hanno la possibilità di essere utilizzate a nostro discapito. Bastano pochi e semplici accorgimenti, come quelli sopra indicati. Importante è che: tutti i soggetti interessati comprendano che occorre un impegno corale. Se si riuscirà a tralasciare, almeno in questo caso, la propria visione particolarista, una volta che le nuove procedure saranno a regime, tutto l’apparato e il sistema didattico/addestrativo A.N.P.d’I. ne trarrà un indubbio giovamento. Penso ad esempio ai vantaggi che anche la nostra Assicurazione otterrà. Infatti con le nuove procedure, la stessa, avrà la possibilità di usufruire di strumenti atti a confutare, in sede di dibattimento, certe affermazioni, oggi non opponibili. Andando oltre, potremmo riconquistare una maggiore credibilità anche da parte degli organismi preposti, della Forza Armata, a dialogare con noi in tema di convenzioni e quant’altro. Potremmo inoltre richiedere anche la certificazione ISO ma, questo forse è spingersi un po’ oltre … ?
Con la speranza di aver contribuito positivamente al dibattito in corso, Vi porgo l’espressione dei miei migliori saluti.
FOLGORE !
I.P. Aldo FALCIGLIA
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