Folgore - Archivio Mese
 
NOTIZIE DAL NUCLEO ROMANO DEI PARACADUTISTI "EXTREME" TRAILERs
2010
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Agosto 2010

da Redazione Roma

GRAN SASSO- Si è tenuto nel primo weekend di Agosto l'ultimo grande allenamento ” tosto” in quota per il Responsabile Sportivo della sezione di Roma ,Fabio Orsini, che parteciperà all’appuntamento annuale nel circuito dell’ ultra trail del Monte Bianco insieme ad altri paracadutisti . Come sapete il Trail del Monte Bianco è una gara estrema internazionale che richiama atleti da tutto il mondo.

Quest’anno il nucleo sarà supportato logisticamente da Alberto Neiretti , vicepresidente del Team Folgore e fortissimo etreme-railer. Anche lui tra meno di un mese si troverà allo start della 1° edizione del TOUR DE GEANT, una “passeggiata” di 330km ed oltre 24000 (VENTIQUATTROMILA) metri di dislivello positivo sulle alte vie della Val d’Aosta .


La finestra meteo “ristretta” , l’assenza per vacanze familiari di molti e gli impegni lavorativi hanno ridotto a due i componenti della “passeggiata” di allenamento dei romani. Si è trattato di con una grande salita in notturna dai piedi del massiccio del Gran Sasso, compiendo un ampio anello sulle creste e raggiungendo la vetta a quota 2912: 30 chilometri con oltre 2500m positivi.



Di rilievo la prestazione del giovane De Mestrangelo effettivo al reggimento Lagunari Serenissima, che occupa le sue licenze come tedoforo delle staffette degli Ideali oppure in squadra nel Triathlon per paracadutisti,dove la sezione di Roma ha ottimamente figurato.

Da qualche tempo ccorre sulle vette più alte del Centro Italia
in compagnia dei trailer estremi capitolini e ha partecipato a due Trail abruzzesi impegnativi ottenendo una buona posizione in classifica.

Che la sezione romana abbia trovato l’erede del grande Alessandro Nugnes, ora prestato alle arrampicate per piacere e per lavoro?

IX INVICTA LEGIO
Buone feriae Augustae



 
 
 
 
   
INAUGURATO IL SENTIERO "FOLGORE TEAM"
2010
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PARMA- L'esperimento del "TRAIL DEI CONTRABBANDIERI" della ASD FOLGORE TEAM PARACADUTISTI è riuscito. Alberto Neiretti e Walter Amatobene hanno coperto i 76,7 chilometri che li separavano dal mare ligure in "sole" 15 ore e spiccioli.

Per motivi di sentieri non segnalati, sono sbucati a Deiva Marina anzichè a Sestri o Levanto, come avevano programmato.

Unici inconvenienti: la poca acqua sul percorso, la scarsità di segnali da Zum Zeri fino al Monte Gottero , che li ha fatti perdere più di una volta e la "morte" della macchina fotografica in seguito ad una caduta nei pressi del passo dei Due Santi dove la mancanza di indicazioni li ha fatti incamminare di corsa in una ripidissima discesa cn sassi nascorsti dall'erba.

Fortunatmente sono riusciti ad immortalare il golfo di La Spezia all'alba, proprio alcuni minuti prima della caduta del fotografo.

Il mare ligure era ancora nascosto dai monti dell' ALTA VIA.

CRONOLOGIA


Partenza ore 22 del 31 Luglio da Lagdei, transito al passo della Cisa alle 01.00, arivo a Zum Zeri alle 06.00 del 1° Agosto, arrivo a Deiva Marina alle 13 circa dello stesso giorno.
Dislivello totale +2835 -3370

IL SENTIERO FOLGORE TEAM

Durante il percorso hanno contrassegnato per circa 55 chilometri , ogni chilometro, con un simbolo assai riconoscibile i bivi più difficili da interpretare, fino a quando la bomboletta di vernice biodegradabile celeste non è finita ( a circa 18 chilometri dall'obbiettivo). Torneranno a finire il lavoro prima di Ferragosto.

Rientro in treno, come da programma, sudati e "odorosi" in mezzo a turisti in infradito. Cambio a La Spezia e transito alla stazione di Ghiare di Berceto, dove un'anima misericordiosa li ha riportati in auto a riprendere l'autovettura a Lagdei (comune di Bosco di Corniglio)

Foto sotto: i contrassegni del sentiero ( biodegradabili, vernice all'acqua ecologica) . Riconoscete la forma? Sopra : lo scollinamento dei due "contrabbandieri" al Passo dei due Santi, con il mare spezzino alle spalle( a sinistra) a 1 chilometro dal bivio che porta al confine tra Emilia, Liguria e Toscana (a 8 kmt il Monte Gottero). Mancano circa 23 chilometri al mare ligure, e pochi metri alla caduta.











 
 
 
 
   
APERTO IL TESSERAMENTO 2011 PER IL FOLGORE TEAM PARACADUTISTI
2010
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“Il paracadutista è un atleta con lo zaino e l’arma” ( Gen D. Bertolini, intervista del 2003)


La A.S.D. FOLGORE TEAM PARACADUTISTI, che è affiliata FIDAL ha concluso il processo di "civilizzazione" ed è ora nuovamente in grado, dopo il fermo tecnico di alcuni mesi, di riaprire le iscrizioni alla stagione 2011

LA STORIA

La attuale versione ASD FOLGORE TEAM PARACADUTISTI dedicata alla sola atletica rappresenta la continuazione ideale del FOLGORE TEAM la cui sede, dal 2002, era insieme al Folgore Bike presso il CAPAR di Pisa e il cui Presidente per entrambe era il comandante Pro tempore del Centro di addestramento di Paracadutismo.

Con il successivo riordino che lo Stato Maggiore Esercito ha effettuato per le attività sportive delle singole brigate si è reso necessario scorporare le attività amatoriali e di tempo libero e dotarle di uno statuto e di una affiliazione nella forma di “ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA” civile, mentre l’Esercito ha mantenuto l’attività istituzionale competitiva e olimpica con le stellette.

Folgore Bike e Folgore Team,quindi, pur non rappresentando più l’Esercito e operando autonomamente, sono i due gruppi sportivi di riferimento per il tempo libero dei paracadutisti in servizio e in congedo oppure dell’ANPDI e insieme partecipano spessissimo a gare di ogni tipo.

Nel consiglio direttivo e tra gli attuali 58 soci del Folgore Team c’è oltre il 70% di appartenenti alla Folgore. Sotto queste insegne c’è –ad esempio- il gruppo di corsa in montagna, formato da paracadutisti in servizio e qualche congedato. Molto numerosa è la compagine del mezzofondo e del podismo in genere.

IL FUTURO

Organizzeremo durante il 2011 alcuni “meeting” di corsa, piana oppure in montagna e ci daremo appuntamento per “trofei” FOLGORE TEAM partecipando a manifestazioni nazionali. Organizzeremo anche gare di assaggio tra atleti in servizio contro quelli in congedo, nelle città amaranto, chiedendo supporto logistico alla Folgore. Una bella occasione per incontrarsi in modo diverso.


CERCASI CHI E’ GIA’ ISCRITTO AD ALTRI GRUPPI O CHI NON FA GARE

Coloro che sono già iscritti ad altri gruppi, possono rinnovare l’iscrizione 2011 col Folgore Team e continuare le proprie attività e i calendari di gare scelti personalmente. Chi pratica solo sport non agonistico per puro divertimento , può sostenere il Gruppo Sportivo con la sua iscrizione.

Tutti avranno il piacere di indossare le insegne FOLGORE TEAM PARACADUTISTI e creare occasioni che la rivista FOLGORE e i siti www.assopar.it e www.congedatifolgore pubblicheranno, creando una nuova “famiglia” di paracadutisti in attività che divulgano insieme ai valori della Folgore, anche quelli dello sport. Scrivete a folgore.team.atletica@congedatifolgore.com oppure a info@folgorebike.it


 
 
 
 
   
CRONACA SEMISERIA DI UN ALLENAMENTO TRA AMICI
2010
by webmaster



PARMA-13 Giugno 2010- I paracadutisti, si sa, fanno gruppo a sè in molti casi. In altri -grazie alla forte autostima- sottovalutano chi non lo è. Dovrebbero incontrare la gente con la quale ci alleniamo da qualche tempo, io ,Alberto Neiretti e Fabio Orsini di Roma .

Facendo corse estreme in montagna,infatti, mi è capitato di incontrare donne e uomini "tostissimi", fisicamente indistruttibili, meglio di un operatore delle forze speciali: grinta, determinazione, capacità di andare oltre i propri limiti e di sopportare freddo, fatica e dolore, unita a forza fisica, resistenza e una lealtà sportiva profonda. Non tutti sono così,ovviamente, ma ne incontro veramente tanti, e in percentuale assai superiore a quella della "società".

Facile sentirsi a proprio agio con gente in gamba. Prima erano solo ( gli artiglieri) paracadutisti. Adesso ci aggiungo la categoria dei "TRAILER", ovvero di quei matti che corrono per 100 chilometri e più in alta montagna, non stop, solo per sfidarsi.

Ecco la cronaca semiseria di un piccolo allenamento notturno, 50 chilometri (una bazzecola...):



SBAGLIARE NON E’ UMANO
Ovvero: chi corre in montagna deve farsi vedere da uno bravo.



Missione: lavorare tutto il Venerdì 11 Giugno, trovarsi a Langhirano alle 23.45 e partire per una corsa notturna di nove-dieci ore per arrivare a Lagdei. 50 chilometri scarsi con quasi tremila metri di dislivello. Checcevò?



CRONACA


Otto corridori di montagna si sono trovati alla stazione dei pulman di Langhirano. Bizzarri e variopinti. E mi fermo qui, perché dovrei offendermi da solo, visto che c’ero anche io.

Troppo facile partire da un sentiero. Indecisi tra mettersi i ceci nelle scarpe o fare qualche incrocio e una tangenziale di corsa, attrezzati da montagna, all’unanimità si è deciso per la seconda, con tanto di rievocazione della ritirata di Russia. Non mi ricordo quello che che ci hanno detto gli alcolisti e qualche marocchino davanti ai bar. Nemmeno i gesti di un paio di automobilisti che volevano familiarizzare con le due ragazze del gruppo, molto carine. Meno male che erano armate di bastoni a punta.E potevano sempre seminarli. Mai visti personaggi come noi , in centro a Langhirano, nota capitale della ciabatta infradito rumena e dello squallorfood-albanes-valley. Noi, maestrini dalla racchetta rossa, sembravamo usciti dal manuale del perfetto trailer alpino, pulitissimi, attrezzatissimi, boosteratissimi ( calzettoni stringenti che servono a massaggiare il polpaccio. Una volta le puerpere le usavano contro le vene variocose, ndr), con tanto di borracce appese, racchette e frontale (accesa!!), persi in mezzo al far west, tra briganti e auto inferocite con musica pompata e tamarro al cellulare dentro.

Volevamo partire dal punto più basso dell’Appennino, ma era la prima volta che lo facevamo da Langhirano, città di pane e cemento, con tracce di prosciutto. Dopo essere passati tre volte davanti allo stesso cane con la bava alla bocca, e sentito il clik-clak del fucile a pompa degli abitanti della casa, Katia ha intuito che la strada era persa. Ma è stato facile riprendere il sentiero, dopo una deviazione di 5 chilometri: un mesto Nicola azzoppato , fotocopia sbiadita dello sbruffone che mi sorpassa a 4 e 15 al chilometro in salita, facendomi segni col dito, si era umilmente prestato a scattare fotografie nere e dare indicazioni (vaghe) più una (sedicente) assistenza al percorso dal letto di casa. Alla sesta telefonata e dopo una chiara minaccia di prendergli in ostaggio la moglie, ha finalmente svelato dove iniziava il percorso da lui voluto: era nascosto in un canneto, dietro un fosso, sotto una pergola, di fianco a un rustico guardato da rotwailer, con qualche gradino da scendere. Facile. Me ne ricorderò quando cambierà le gomme della macchina. Capisciammè.

Da quel momento, finalmente in mezzo alle pietraie e ai boschi, nel buio senza luna, il gruppo ha cominciato a sentirsi a proprio agio e a fare conoscenza. Poco normali. Si: in salita, col sudore a rubinetto e la Madonna che ti segue a vista, i migliori parlano, ridono, raccontano di corsi di cucina, di istituto alberghiero, di case da ristrutturare, di “bush tzuei” ( Abbots Way, come la pronuncia Nicola, denunciato all’organizzatore Armando che era con noi, ndr) e-incidentalmente- ti chiedono se la storta cavallina, con versamento, zampa d’elefante, urla represse e voglia di morire, ti fa male. “No, niente, tutto bene, andate pure avanti!”. Sono talmente affiatati tra loro che ho paura a dirglielo, che non appoggio il piede. Non vorrei che mi facessero fuori perché gli rovino l’ allenamento.
Il dolore scompare da solo. Forse è grazie alla Madonna che mi segue dalla prima salitona. Capisco cosa vuol dire piede morto. Prego perché non si estenda al resto del corpo, visto che il mio check-panel di gara ha tutte le spie accese. La caviglia è il minore dei problemi. Il patto col mio medico sportivo è stato: ci vado a qualunque costo, con qualunque mezzo. Chissenefrega dello stiramento al polpaccio che mi trascino da due mesi. La parcella parla da sola. Mi metto pure il calzettone GIBAUD, monogamba. Mi faccio pena, ma tanto è buio. Gli altri fanno il pitti-booster da polpaccio. Katia non ha trovato quelli di gucci e ripiega su costosissime calze svizzere che vendono a grammo. Ne ho prese pure io. Bianche. Mi sembro Alberto Sordi che fa Mario Pio, e me le tolgo. Rimango monogamba. Tanto la storta è a sinistra e lo stiramento a destra. Ce la posso fare. Altro che Pistorius. Correre su una gamba sola in salita va bene, ma in discesa, siete capaci?

L'alba sul monte Cervellino, 1500 msl, ore 0445 del 12 Giugno , dopo quasi 5 ore di corsa e 26 kmt fatti.( LA DATA DELLA MACCHINA FOTOGRAFICA E' AVANTI)

autore: walter amatobene. Il gruppo di allenamento. Neiretti è il terzo da destra, vicino a Katia fori ( seconda) e Armando Risoli ( primo) a sinistra: Lorenzo Sandri, Francesca Pria e Fausto Musiari. Manca Elio Piccoli, che ha chiuso l'allenamento poco prima.



Riano, Fragno, Montagnana, monte Cervellino ( 1500 msl).
Un lampo di quasi cinque ore. 23/25 chilometri ci separano da Lagdei. Chi si ricorda la fatica? L’umidità e la temperatura sopra i 20 gradi sono mitigati dalla bellezza di ciò che attraversiamo: macchia profumata, sentieri ben visibili, boschi di pini , usignoli e uccelli notturni che cantano. Cavalli a volontà. Hanno il campanaccio. Forse sono svizzeri, penso. L’alba comincia a stiracchiarsi pigramente da un angolo dietro i monti alle nostre spalle. Arancio, rosa, verde, blu scuro, stelle che sfumano, le prime luci della valle. Foto di gruppo con le sagome che si stagliano sullo sfondo. Solo per questa foto varrebbe la pena di fare questo allenamento. Francesca e Katia sfoderano un bel sorriso. In calzettoni e braghettone da corsa, sudatissime, sono ancora assai fotogeniche. Ci sentiamo bene, anche se i volti di qualcuno cominciano ad essere provati. Le salite erano toste, le discese anche e sappiamo che le altre ,dopo il Cervelino, faranno strage di unghie dei piedi. Perfino Katia, che pesa come un canarino, è caduta graffiandosi un braccio. Elio –uomo dell’ “imbush wi” ( uno dei tanti modi che usa Nicola di chiamare l’Abotts Way, ndr) preferisce non forzare e torna indietro. Il Cervellino –sono sicuro - è andato a male. E' risaputo che è un pezzo del corpo molto deperibile, ed è putrefatto, a giudicare dalle mosche che ci sono, a 1500 metri di altezza. Nememno le cacche industriali di mucche e cavalli che abbiamo incontrato , potrebbero fare lo stesso. Mi cambio le calze. Dopo dieci secondi sembro uscito da un documentario di Piero Angela sugli insetti carnivori. Per Fausto, la troppa sudorazione e la stanchezza della settimana di lavoro, lo fermano più a lungo. Ci riprenderà al Sillara, dove aveva già deciso di interrompere per andare a Berceto. Bravo. Ha reagito. Qualcuno insinua che in quella coca cola….mah! Fino dal Cervellino gli avevo offerto duecento euro per averne un goccio. Me la regala e non vuole niente. Per adesso. Aspetta l’assuefazione. Quando lo pregherò in ginocchio per averne altre, mi farà la tariffa. Anche a me ha fatto fare un bel pezzo di strada. Francesca mi ragala il suo limone. Anche Lei correrà fino a Berceto, salutandoci. Come sto? Non riesco a mangiare. Stomaco chiuso. Il contrario di Katia, il cui zaino certe volte sembra la esselunga, senza il settore surgelati. Forse il fatto che tra di noi c’è un cuoco -Lorenzo- potrebbe risolvere il mio problema in futuro. E’ solo questione di capienza di zaino e di come portarsi una bombola del gas. Costoso, lo so, ma visto che dice di essere disoccupato, forse risparmio.
Capirò all’arrivo perché è senza lavoro: non ha tempo.
A venticinque anni , Lorenzo Sandri si ritrova un fisico da iper-atleta e corre sempre, dappertutto. E’ un entusiasta: durante tutto il viaggio –e poi a tavola- ha aderito ad ogni iniziativa di cui sentiva parlare: dalla gita per lamponi, ai corsi a domicilio di cucina, alla lettura della bibbia in aramaico, alle più massacranti gare multi sport di Mattioli (Nomen Omen. Un altro matto che è impegnato in gare che durano più del tempo che lavora. Certe volte gli rifanno la carta di identità sul percorso, tanto sono lunghe, ndr). Chiamerò Lorenzo FACETRAILBOOK, per come stringe amicizia facilmente. Insomma: è un bel personaggio, socievole, intelligente e –purtroppo per me- particolarmente dotato per gli sport estremi. Mi sorpasserà pure lui. Dai pure! Detto fatto: dal Monte Tavola in poi, Lui , Katia e Armando, indecisi su come farsi più male, passano sul sentiero che va all’Orsaro, Braiola e Marmagna. Saranno pagati un tanto a chilometro? Io e Alberto Neiretti da Biella, amico di tante avventure, optiamo per i 46 kmt e una decina di birre, schweppes, acqua, anche piovana, e tutto quello che di liquido ha il rifugio, in attesa del loro rientro. 4 chilometri in più con tanto dislivello, il mio polpaccio forse non li avrebbe retti. Sentivo che mi mandava messaggi scritti, ma ho fatto finta di non essere in casa. Mi accontento. La corsa in montagna è anche questo: sapere il proprio limite e superarlo solo del 100%, non oltre.

46 kmt 2800 metri per noi due, oltre 3700 per loro, con 50 kmt secchi. Non male. A tavola, tra polenta, gorgonzola, corna di cervo fritto, cozze, trippa, fagioli cn le cotiche, pastone per animali, pane portato sette volte, litri di vino rosso, e un cameriere preoccupato per il futuro del rifugio, parliamo dell’anti-trail, di oggi sposi, di “come dire” di “comunque” , di balise da togliere e tante altre baggianate che non Vi sto a spiegare. Siamo un gruppo di “diversi” ? Forse uno psichiatra….Vabbè, mi fermo qui. Avrete nostre notizie. Leggete i giornali. Cronaca nera , ovviamente.

Walter Amatobene



Nota dell’autore: un grazie di cuore, per le belle ore trascorse ,a:
Katia Fori Francesca Pria. A breve protagoniste del PITTI-TRAIL.

Alberto Neiretti, carabiniere paracadutista in congedo ( Biella) - Armando Risoli ( PC) - Elio Piccoli ( PC) - Fausto Musiari (pr) Lorenzo Sandri (pr) e il “recuperatore” al Marmagna.
Troppo facile aspettare il trio a 1200 metri. Meglio andare a 1897 sul Marmagna, a vedere se ci sono. Un altro bel tipo, va là!


















 
 
 
 
   
ULTRA TRAIL 2010
2010
by webmaster


15 Marzo 2010

ROMA- Si può dire che gli allenamenti non siano mai cessati per il team dei “paratrailer”. Pioggia, neve o vento, è proseguita, nonostante il maltempo, la intensa preparazione invernale. Sono del 13 Marzo le foto cattate sui monti Lucretini ( Lazio) che ritraggono Orsini e Domenico, che hanno corso in ambiente innevato insieme alla loro "guida" locale: un magnifico marenmmano che "dà dei punti" ai migliori trailer, in ogni condizione.

Preso da cucciolo, appena li vede si aggrega e finisce l'allenamento con loro.


E' in marco che di solitoiniziano anche le pianificazioni della partecipazione del gruppo alla prossima stagione estiva: saranno presenti ad alcuni grandi appuntamenti dell’ultratrail estremo, a cui i nostri lettori sono già abituati.


26-27 Giugno 2010: il webmaster ed il “gallico” Alberto Neiretti saranno alla partenza del Cro-magnon in un’ edizione che si prevede veramente dura, con 112 kmt previsti. Da quest'anno avrà da quest’anno cadenza biennale.

Nello stesso fine settimana - dalla parte opposta delle alpi, sulle Dolomiti partirà la prima edizione di 90km della Lavaredo ultratrail , con Orsini, Cirilli ,Peruzzini e molti altri amici del team dei paracadutisti al via.Partenza notturna e altimetria severa.

I "sopravvissuti" si troveranno il 10 e 11 luglio 2010 a Morgeux (Val d’Aosta ) per l’ultratrail del Valdigne, che non i suoi due tracciati di 87km e 47km,è considerato un vero banco di prova pe rla testa e per le gambe.

A fine agosto, l’appuntamento più importante della stagione, per chi pratica questa disciplina: l’ultratrail del Monte Bianco. Tre i percorsi considerati estremi. Presenti Cirilli, Orsini , Peruzzini, con il supporto logistico di Neiretti, che starà scaldando i motori la grande avventura di settembre con la prima edizione del “Tor des Geant” trail di 320km che percorre le alte vie della Val d’Aosta .

Ulteriori dettagli a breve. Intanto... ALLENATEVI!

Il Paracadtista è un atleta con lo zaino e il fucile...

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IL CRO MAGNON SI FARA' IL 26 GIUGNO 2010
2009
by webmaster




COMUNICATO STAMPA DEL 25 NOVEMBRE 2009


La 10° edizione dell’ultra-trail “Limone Piemonte-Cap d’Ail Côte d’Azur”, detto il “Grand Raid International du Cro-Magnon” prenderà il via da Limone sabato 26 giugno 2010 alle ore 5.00 del mattino. I concorrenti avranno 27 ore di tempo massimo per arrivare al traguardo di Cap d’Ail, sulla Plage Marquet, cioé entro le 8 di mattina di domenica 27 giugno. Caratteristiche dell’ultra-trail: 115 km, 5700 m D+ e 6700 m D-.

La 7° edizione del Neander-Trail partirà dal Camp d’Argent alle 16 di sabato 26. Tempo massimo: 16 ore. Il Trail sarà di 56 km, 2050 m D+ e 3800 m D-.

Tutti i dati tecnici del percorso sono disponibili sul sito

www.cromagnon-extremerace.com


Le Iscrizioni si apriranno sabato 16 gennaio 2010 a mezzogiorno. Saranno limitate a 400 iscritti per il Cro-Magnon ed a 100 per il Neander-Trail e si effetturanno esclusivamente on-line secondo le modalità che saranno indicate sul sito ai primi di gennaio. Saranno accettati pagamenti solamente con carta di credito.

Per l’iscrizione e la partecipazione ai trails sono poste le condizioni che si possono leggere nel Regolamento 2010, già pubblicato sul sito del Raid.

Il prezzo d’iscrizione sarà per il Cro di 85 euro più, in opzione, 10 euro per usufruire del trasporto in autobus il venerdi 25 giugno da Cap d’Ail a Limone, e per il Neander-Trail di 50 euro più i 10, in opzione, per il bus da Cap d’Ail al Camp d’Argent il sabato 26.


 
 
 
 
   
CORSE IN SOLITARIA IN MONTAGNA: ULTIMA FRONTIERA PER ALLENARSI CON IL CORPO E CON LA TESTA
2009
by webmaster




PARMA- 6 settembre 2009- Quando si vuole ritrovare se stessi si ritorna a correre in montagna da soli. Così mi succede spesso, e a volte corro anche di notte sul mio appennino, per ritemprarmi e ricaricare corpo e mente.

Dopo un lungo periodo di stress da lavoro e di acciacchi solo apparentemente scollegati dal primo, ho deciso di "staccare" la spina della rincorsa per l'Italia e la Francia di gare più o meno affollate e di dedicarmi alle solitarie fino all'inverno.

Farlo da soli vuol dire non ritardare il gruppo degli eventuali amici, e darsi i tempi e i ritmi di corsa senza condizionare gli altri. E poi.. la montagna ha il suo fascino nel silenzio, e ogni tanto, soprattutto in periodi faticosi, aiuta la concentrazione.

Devo testare seriamente e a lungo nuove bevande che lo stomaco non rifiuta, approfittando del periodo per disintossicarmi dalla grande confusione delle cosiddette "gare"-evento a cui ho partecipato con testa e gambe al 40% e risultati scarsissimi o -peggio- senza concluderle.

Illustre esempio di questo atteggiamento di repulsione viene da Marco Olmo, grande campione-mostro-sacro dell'ultra trail, che ultimamente ha abbandonato 4 gare perchè non le riconosce più come "sue" e "non ci stava con la testa e con le gambe". Dicono che succeda.

Torniamo all'allenamento.




Sabato 6 Settembre ho perfino battuto il mio record personale sull'itinerario classico degli allenamenti lunghi che faccio almeno 2 volte al mese, togliendo quasi 30 minuti al tempo precedente.

31 chilometri,3775 metri totali di dislivello, Da Bosco (Corniglio) al Passo della Cisa in 4 ore e 45 minuti, comprese le soste per alcune foto e il ristoro.

Altra buona notizia: lo stomaco è stato benissimo e l'appetito era ottimo. Il contrario di quello che da qualche tempo mi succedeva in gara, con nausee e vomito che mi hanno impedito di bere e mangiare in tre-quattro occasioni importanti, e peggiorando alcuni risultati nelle gare che ho deciso di chiudere soffrendo.

Ore 07:10 , partenza dal parcheggio delle corriere di Bosco, paesino dell'appennino parmense, a 802 metri sul livello del mare e 50 chilometri dal capoluogo di provincia. Mattina splendida, leggera brezza, umidità assente, temperatura 16 gradi.

Dopo 6 chilometri di corsa sull'asfalto, ma tra i boschi, ho raggiunto Lagdei, a 1200 metri di altitudine, dove iniziano i sentieri. Alle 08.40 ero già al Lago Santo, a 1520 metri slm.

Da lì ho iniziato l'ascesa al monte Marmagna (1887 msl),la cui Croce guarda il Golfo di La Spezia.

Grazie all'aria tersa ho rivisto per la prima volta, da settimane, il mare. Spettacolare ed insolito trovarsi a così pochi chilometri dalla spiaggia.

Dalla Croce iniziano alcuni ripidi sali-scendi esposti e si scollina sui monti Braiola (1850), Orsaro (1848) e Fosco (1620), dove sono transitato alle 10 e 10. Il saliscendi fa salire il tassametro del dislivello positivo di altri 998 metri.



Ogni tanto mi sono concesso una foto con l'autoscatto e cibo. La bevanda che sto sperimentando è a base di acqua, 25% di gatorade, succo di limone e zucchero. Sembra funzionare. Mi rimane la voglia di bere e mangiare. Di solito lo sforzo molto intenso e la disidratazione mandano i segnali sbagliati allo stomaco dopo le prime ore. Stavolta no. Speriamo bene.

Dopo i quattro monti, il percorso entra in un'area dei grandi prati del Monte Tavola (il nome fa capire dove siamo), con tante mucche al pascolo, di cui si sentono in lontananza i campanacci, e piccoli boschetti di faggio e macchia mediterranea.

Gli allevamenti sono allo stato brado, recintati con pali di legno e filo spinato e ogni tanto bisogna scavalcare speciali cancelletti di legno posti sul recinto per continuare la corsa.

A intervalli regolari si trovano cippi in pietra arenaria che marcavano i confini del ducato di Maria Luigia, posati nel 1828.

Silenzio, sole tiepido, brezza leggera da nord e panorami luninosi.
Una pacchia. Ho corso senza sentire la fatica e senza avere incontrato un solo escursionista per ore.

"Pit stop" alla chiesetta romanica del Passo del Cirone, a 1200 metri, più vicina a Pontremoli (MS) che a Berceto (PR).

Da lì mancano circa 13 chilometri al Passo della Cisa, che si raggiunge in un paio d'ore scarse con un "su e giù" spaccagambe, tra colline e montagnole minori, fino allo scollinamento del "Groppo del Vescovo" , a 1260 metri.

Altri saliscendi che si incontrano subito dopo si corrono velocemente, costeggiando ancora allevamenti di cavalli e il metanodotto interrato, che uso come traccia anche di notte.

sotto: la Madonnina moderna posta sul Monte Orsaro


Il gigantesco ponte di Berceto della A15, le cui travature celesti si vedono a distanza da un piccolo altopiano sopra il passo, indicano che sono quasi arrivato. Sono a mezz'ora dal traguardo. Finisco l'ultima borraccia: sono riuscito a bere oltre 2 litri e mangiare per quattro ore, senza un solo disturbo. Forse la bevanda è azzeccata e mi ha tenuto lo stomaco attivo. Bene!

Alle 11.50 in punto entro nella chiesetta del passo della Cisa,dove ho salutato la Madonnina che lì veglia su quelle montagne.

Ventinove minuti in meno dell'ultimo allenamento, fatto di notte tra l'8 e il 9 agosto con luna calante ma molto luminosa.


Dopo tante gare, molte soddisfazioni e qualche abbandono di troppo per acciacchi da stress, solo le "mie" montagne mi danno il ritmo giusto.



I segnali di "troppo colmo" c'erano già dall'inizio d'anno. Con l'ABBOTS WAY e il TRAIL DE VALDIGNE, fatti in un periodo di stress
lavorativo e fisico, era necessario fare il punto della situazione.

Alcuni allenamenti fatti in piccoli gruppi mi avevano segnalato questa necessità di stare da solo. E' ora di farlo per un lungo periodo.


sotto: la Madonnina del Monte Marmagna, posta ai piedi della grande croce metallica che domina il Golfo di La Spezia



 
 
 
 
   
ALLENAMENTO "TOSTO" IN VISTA DEL TRAIL DI VALDIGNE
2009
by webmaster


CASTRIGNANO (PR) - Langhirano ore 24 del 27 Giugno 2009.

Castrignano-Cervellino-passo sillara-lago santo- monte orsaro e passo della cisa. Due percorsi:il primo di 60 kmt dislivello m4800+ il secondo (piano B) 57 kmt 3450 m +

Nessuna foto è disponibile perchè a causa di una caduta nel fango, la nikon tascabile è diventata una nikon mimetica.

La stiamo ancora cercando.

Doveva essere un allenamento per la testa e per le gambe, in notturna, con i sentieri carichi di acqua e fango, e così è stato.
Notte con un quarto di luna, nuvolosa , senza vento. Temperatura intorno ai 10-15 gradi con umidità al 70%. Un sudario.

Un gruppo di pazzi, tra cui una tostissima Katia Fori (tra le prime 10 extreme trailer italiane) , un incursore di marina in congedo (Giuseppe) un paracadutista ex smipar di Reggio Emilia (Arnaldo) , un uomo di neanderthal -Pietro- (per la forza e gli atteggiamenti rustici),un avvocato mai stanco, Nicola, e la vittima sacrificale, il sottoscritto, sono partiti puntualissimi.

Dovevo fare una prova con lo stomaco, e avevo messo in programma una eventuale deviazione le ultime due ore per percorrere gli stessi chilometri degli altri abbassando la quota negli ultimi otto-dieci e prevenire i crampi da mancanza di acqua, che arrivano dopo ore e ore senza bere e mangiare.

La partenza è stata , ovviamente, a freddo e in salita per le prime due ore. Come da copione.Brutti cavalli impazziti ( loro)

Sentieri fangosi, frequenti cadute, cime e cimette da scollinare al buio, soste fin troppo rapide al punto che correvo con il cucchiaino in mano, lo zaino slacciato e la macchina fotografica a penzoloni. Mandrie di cavalli col campanaccio, di notte, con i loro cuccioli, ci seguivano, ci sorpassavano e ci aspettavano a valle, prendendoci per il c.. o almeno così ci apparivano certi nitriti un poco beffardi.

Uno di loro, nerissimo, si è spazientito a seguirci, perchè andavamo troppo piano, e ha chiesto strada,sorpassandoci e facendo sobbalzare di paura gli ultimi.

Con quattro gambe sono buoni tutti!!


E poi, finalmente, l'alba a 1500 metri,dopo il monte Cervellino, che domina il profilo delle prime pendici appenniniche, con uno spettacolo che assomigliava a un presepe senza neve. Il sole timido e rosso , il fresco della mattina, il gruppo compatto che si aspettava scherzando ( non tutti: Pietro stava sempre cento metri avanti per cercare il sentiero, o per evitare la "gambizzazione" minacciata dall'incursore Giuseppe, che doveva stare sempre accellerato).

Qualche disturbo di stomaco per me ( ogni gioia si paga col dolore, dice un monaco buddista che si dovrebbe fare i cavoli suoi).I posti e la gente speciale con cui corro valgono bene una bella vomitata liberatoria e un pò di sofferenza. Per niente al mondo rinuncerei prima di partire.Solo se il corpo grippasse, allora si. Ma stavolta l'ho anticipato.

L' arrivo al lago santo,posto magico, illuminato, silenzioso, profumato di montagna mattutina (capite cosa intendo..), alle otto , non è stato facile.

Le ultime salite erano interminabili, e per me , da quattro ore in crisi gastrica....non aggiungo altro.

Basta dirvi che i RIS di Parma non perderebbero tempo a capirec che sono passato di lì, per l'abbondanza di "campioni biologici" e frammenti di cibo.


La colazione del gruppo andrebbe trascritta come esempio della fame in Africa. I bidoncini contenitori delle marmellate, nutelle e burrini erano stracolmi. Un gruppo di dieci persone ne aveva riempito la metà di uno. Noi, in sei, ben quattro.
Niente cibo nè acqua per me, come da copione. Il vomito liberava tutto in 5 minuti.

Al Lago Santo, quindi, ho optato per il percorso con arrivo a Bosco di corniglio,più corto di qualche kmt e con meno dislivello: non avevo potuto idratarmi e temevo di ritardare gli altri sulle salite dell'Orsaro.

Allo scoccare dei 55-56 kmt l'allenamento era terminato per il webmaster in 11 ore e qualche minuto, mentre il gruppo che ha scelto il percorso alto traguardava i 60 in 13 ore scarse.


Appuntamento alle 13 alla Cisa. E così è stato per tutti.
Arrivato alla Cisa, gli sono corso incontro per un paio di chilometri, incrociandoli allegri e veloci, anche se stanchi.

La fontana a fine sentiero può raccontare gli odori, le zecche sulle gambe, il sudore e le battute tra amici.
Bel momento, che è valso l'intero allenamento.


3450 metri di dislivello per me
4200 abbondanti per il resto del gruppo.

E poi, manco a dirlo, una abbuffata al primo ristorante, con la solita razzia di tutto quello che era commestibile e bevibile a tavola. Pasta in bianco per l' "invalido".

Le parole chiave di questa galoppata?

Amicizia, allegria, altruismo, fatica, aiuto reciproco, saldezza di carattere, senso dell'umorismo, forza FISICA, gente fuori dal comune.

Gente tosta.

Il mio stomaco meno.Vedremo di cambiare strategia ( e medico). Il disturbo è molto diffuso tra chi corre. Sopravviverò.
Unico vantaggio: non consumo barrette, non consumo cibo. Non consumo gatorade. Un bel risparmio, di questi tempi, non trovate?


(il tracciato satellitare riporta il percorso del webmaster, che ha optato per la via "bassa" per evitare crampi da disidratazione,. L abatteria è "morta" dopo oltre 11 ore...e non ha registrato l gli ultimi 3.4 kmt)





 
 
 
 
   
NEANDERTA TRAIL IN NOTTURNA : 4 PARACADUTISTI PARTITI E ARRIVATI!
2009
by webmaster





PARMA-Sabato e Domenica 6 e 7 Giugno 2009- 4 paracadutisti del Folgore Team sono tutti arrivati alla spiaggia di Cap D'Ail (F), traguardo del Neandertal Trail di 56 kmt, in notturna, con partenza alle ore 20 del 6 Giugno da Camp D'Argent, ( Col Turini, 1610 msl)sino alla spiaggia a pochi chilometri da Montecarlo, con 3000 metri di dislivello positivo e 4000 negativo.

Hanno attraversato le alpi marittime in una manciata di ore, non senza difficoltà , create dalla meteo pessima.


Alberto Neiretti (Biella, ex Tuscania), Pietro Cirilli (matricola di queste gare, paracadutista di Roma) , Fabio Orsini e Walter Amatobene si erano dati appuntamento in Francia per un allenamento "lungo", poco più di una passeggiata per gli esperti dell'ultra trail du Cro Magnon, la gara "madre" di 112 kmt, sospesa per neve in quota.

Invece la meteo avversa, la nebbia sul percorso e un freddo fastidioso hanno trasformato la "passeggiata" in una prova più che impegnativa, con qualche rischio.



foto scattata da Orsini. Titolo: plotone disperso


Prova ne siano 45 concorrenti ( su 198)che si sono persi e ritirati. Alcuni di questi hanno dovuto pernottare all'addiaccio, in attesa che le nuvole basse scomparissero e fosse nuovamente visibile il percorso, ritornando a Cap D'ail addirittura in treno, dopo essere sbucati in paesini lontanissimi dal punto di passaggio previsto.

Il fortissimo vento aveva strappato i catarifrangenti che ogni 200-500 metri vengono piazzati nei punti difficili, facendoli volare su cespugli a volte anche in punti pericolosi, e traendo in inganno gli atleti.

Neiretti e Amatobene, più esperti conoscitori del percorso , che combacia con la seconda parte del Cro Magnon , hanno perso il sentiero un paio di volte, su una ripidissima montagna che hanno sceso e risalito per due volte, penalizzano il risultato "solo" di un paio d'ore e qualche litro di sudore, prima di ritrovare il sentiero tracciato.

Salite ripidissime e discese su pietraie esposte al vento hanno rappresentato molto più di un allenamento, lasciando tracce sul corpo a causa delle frequanti cadute, e nei muscoli che dovevano controllare la discesa sui sassi.


Peggiore sorte è toccata a Fabio Orsini, che ha dovuto assistere un gruppo di concorrenti inesperti che vagavano al buio,perdendo quasi quattro ore, mentre Pietro Cirilli, alla sua prima esperienza di trail ha dimostrato grinta da vendere, continuando da solo, dopo una piccola crisi di stanchezza e tagliando il traguardo in circa 16 ore, stanchissimo ma soddisfatto, molto dopo il suo "trainer" Fabio Orsini, col quale si era allenato sui monti laziali e abruzzesi.





 
 
 
 
   
L'ALIMENTAZIONE DELL ' ULTRA-TRAILER
2009
by webmaster


Parma- Il problema dell'alimentazione e delle conseguenti disfunzioni gastriche di cui tutti, anche il webmaster, sono stati talvolta vittima, ha stimolato Fabio Orsini ad effettuare uno studio selettivo dei cibi da portare in gara, scrivendo alcune "istruzioni per l'uso".

Fabio orsini è un ultra-trailer del Team Folgore. Paracadutista, iscritto alla sezione di Roma, partecipa a molti trail -sia ultra che medi - del calendario ( Monte Bianco, Cro Magnon, Trail della Capitale etc).

Correre in salita stressa notevolmente il fisico, lo deidrata e cosnula sostanze preziose, per questo accogliamo volentieri i consigli di un trailer che ha sperimentato sul campo quello che scrive:



di Fabio Orsini


Ho testato numerosi prodotti nelle lunghe uscite invernali caricando lo zaino con le quantità idonee considerando che non esistono “ristori” in allenamento.

L'obbiettivo era anche quello di trovare un giusto compromesso tra l’alto valore nutriente, l’alta digeribilità, peso e dimensioni ridotte per un facile trasporto e stoccaggio nello zaino.

Suggerisco di mangiare secondo il principio dei "micropasti", che comprendono l’assunzione di un uovo sodo, uno stick di emmental o parmigiano Reggiano insieme ad una pera. Per chiudere con zuccheri e liquidi, un kiwi.

In alcuni casi, durante gli allenamenti più lunghi, ho mangiato micro panini con prosciutto crudo e/o cotto o bresaola.

Il cibo va assunto in uno o più pasti nei 30km tenendo conto del dispendio energetico causato dal tracciato, l’altimetria e quanto percorso resta da fare.


Il camel - bag va rifornito solo con acqua, avendo cura di idratarsi continuamente, senza arrivare mai alla sensazione di sete.

Unico integratore naturale: Magnesio Supremo, da assumere nei gg precedenti un allenamento lungo o gara.

Con l agiusta alimentazione e idratazione si riesce a far arrivare il fisico ad un carico di stress enorme resistendo a migliaia di metri di dislivello e decine di km percorsi.

Per gli acciacchi da sforzo, suggerisco :

l’artiglio del diavolo (dolori articolari e muscolari)
Brufen: antidolorifico da assumere a stomaco pieno.

Nient'altro, se non tanta concentrazione e voglia di superare se stessi. Buona galoppata in montagna!


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ISTANT TRAIL TRA PARACADUTISTI E GENTE TOSTA
2009
by webmaster


ISTANT TRAIL TRA PARACADUTISTI E GENTE TOSTA

PARMA - Doveva essere un allenamento da dare i numeri: 41 chilometri all'andata con 3000 metri di dislivello, 30 chilometri al ritorno, con 1900 di dislivello, da Castrignano ( Langhirano di Parma) al Lago Santo ( 1500 msl) e ritorno poco lontano da Pastorello di Langhirano.
Da fare in meno di 13 ore, cioè quasi al galoppo .

E' diventato invece un vero e proprio ISTANT TRAIL che un gruppo "tosto" ha corso e sudato nel fine settimana del 18 e 19 Aprile 2009.

Atleti eterogenei per provenienza, professione ed età, ma che si sono subito immedesimati nella mattinata di "sofferenze" :

tre paracadutisti in congedo, tra cui il webmaster, più un incursore di marina che ha da poco cessato il servizio, un avvocato, una direttrice di banca, altri due professionisti locali,un "montanaro "doc", più un dirigente francese.

Nemmeno al superenalotto col bambino bendato potevano estrarre una combinazione più varia.Roba da campione della DOXA.

Eppure, sin dai primi chilometri è scoccata la scintilla di chi soffre insieme: quella della simpatia e della volontà, insieme all'aiuto reciproco.

"Prova stà barretta" "Vuoi un pò di gatorade?" "Aspettiamo **** che è in ritardo".

Partenza in salita alle 08.30 di Sabato 18 Aprile da Castrignano, uno splendido paese in collina, sopra Langhirano, immerso nel verde.

Fin da subito, tutti si sono rivelati compatti, allegri, forti in salita e veloci in discesa, aspettandosi e sostenendosi nei lunghi tratti fangosi, quando non paludosi. Battute e prese in giro bonarie: un piacere correre così,senza ansia, tra gente "giusta".

Una sola donna-di-ferro ( 1oma nella classifica delle ultra-trailer italiane, Katia Fori,l'inossidabile iron-woman), con una incredibile simpatica e giocosa grinta.

Chiede continuamente notizie sulla prossima salita, non perchè ne abbia paura, ma per programmarsi e sfiancarci tutti, col suo passo che non si ferma.

Il bello di correre in Montagna è proprio questo: gli ( alcuni) atleti .

Non c'è integratore o trucchetto che tenga. E' una sorta di "livella" buona, che identifica persone fondamentalmente uguali: generose,forti, sportive, leali e amanti della montagna e dell'amicizia fatta di fatti, e scusate il bisticcio. E vince quasi sempre il migliore, se non chiede passaggi in macchina perche " ha sbagliato strada". Capisciammè. "Illo" sa che sto parlando di Lui.


Il percorso è costellato di montagne, montagnole e colline, con il fango che si attaccava sotto le scarpe e una meteo bizzarra: qualche nuvola, vento da tiepido a freddo e, ad abundantiam, arrivo ai 1530 metri del Lago Santo sotto una fitta nevicata. Poi acqua, acqua, acqua , fango e vento, al ritorno, dopo i primi chilometri fatti correndo e scivolando sulla ( e sotto) la neve.

LO SPIRITO DI QUESTE FOLLIE


Ad una "classica" per pochi intimi -la Lagdei Castrignano che non supera mai i 20 partecipanti- alcuni atleti hanno voluto aggiungere il pernottamento al Rifugio Mariotti sul Lago Santo, e correre il ritorno la mattina successiva. Così, tanto per provare a vedere l'effetto che fa sulle gambe metterci una notte in mezzo.

Vi tranquillizzo subito: tutti vivi alla partenza. Come ha detto "Max", un paracadutista in congedo di Monza, giunto apposta per galoppare con noi, "stamattina non sono nuovo di fabbrica, ma ce la faccio".

Si: il ritorno era programmato per pochi. 5 in tutto, ma tosti, motivati, forti e leggeri. E infangati. 12 ore e 42 minuti di corsa, escludendo la sosta notturna al rifugio, ma comprese le 3-4 fermate per mangiare e bere. BRAVISSIMI che non siamo altro!

Grazie al "montanaro" che faceva da guida abbiamo provato l'ebbrezza di una frana da valicare, più un fiumiciattolo in piena che ci girava intorno e, che ogni volta che veniva guadato, era da guadare nuovamente. Abbiamo degradato P. il montanaro a "guida consultiva", anzichè guida-guida.

Dopo un paio d'ore di spine e rovi che hanno lasciato segni indelebili della giornata, finalmente una serie di paesini fiabeschi: Rocca Ferrara, con tanto di fonte sulfurea e Madonnina dei Boschi, Graiana e qualche altro. Lindi, deserti, silenziosi, antichi. Selciati fatti a mano nei secoli, transitati da contadini del medioevo, briganti, feudatari, damigelle e... noi, che , dall'aspetto , il Passatore ci faceva un baffo..

Chilometro dopo chilometro cresce la simpatia reciproca e lo spirito di gruppo. Passo dopo passo, aumenta anche la stima per ciò che sono le persone che corrono con Te, senza pensare a ciò che fanno nella vita. Lo avevo già scritto, vero, che la corsa in montagna è la livella di Totò? Beh! Lo ripeto.

E chi sta indietro o ha le gambe stanche, corre senza fatica mentale, e ce la fa lo stesso, come il sottoscritto.

Bagnati, stanchi e con voglia di correre ancora, arriviamo a Castrignano, nella tana del "montanaro".

Schietto e brutale, ci fa cambiare all'aperto. Gli amici non sporcano le case altrui, e Lui ci aiuta a conoscere la regola. Solo quando vede labbra e mani cianotiche, ci fa entrare in casa e il gruppo si sente unito, davanti a una stufa e un pezzo di formaggio, con una distesa di birre.

Forse, tutto questo l'ho fatto solo per quel momento

Anzi: ne sono sicuro, visto lo schifo che mi fanno le "gare" in montagna affollate, organizzate da meschini bramini (licenza poetica) e popolate di un bel 65% di sporcaccioni e cavallette con il rifiuto e il rutto facile.

Insomma: volevo fare una cronaca di un allenamento, come ne leggete tante ( noiosisssssime), in ogni forum di corridori, ma ho deciso di suggerire di farvela da soli, andandoci in pochi e non divulgando il bello che vedete. In pochi, ripeto!
E, per favore, guai a Voi se lo chiamerete trailer autogestito, con un linguaggio sindacale che la dice lunga su chi usa un termine così...stronzo. E scusate se parlo francese.
Sono allenamenti della mente e del corpo, nell'ordine in cui li ho scritti, capito, trailer da rivista e da forum??


A me interessava parlarVi solo dello "spirito" che ci ha "illuminati" e che ha aleggiato insieme a quella "signora vestita di celeste", che dico scherzosamente di vedere quando inizio a soffrire in salita ( ma la vedo sul serio, non ditelo in giro sennò mi ricoverano, nda). Sono convinto mi segue insieme a San Giuseppe per mettere una pezza ai miei malanni fisici e al calendario impietoso.

Alla prossima.
Cosa avete capito?
Non a Voi lettori: ai miei compagni di corsa!






LE FOTO









 
 
 
 
   
PARACADUTISTA ALESSANDRO FARISANO: TERZO ASSOLUTO ALLA MARATONA ALPINA VAL DELLA TORRE
2009
by webmaster




Il Maresciallo paracadutista (in servizio) Alessandro Farisano conquista il secondo posto assoluto nella maratona alpina Val Della Torre, di 42 kmt, dislivello 2970 metri.

Ecco il suo resoconto:

TORINO -Ho disputato la maratona alpina di Val della Torre domenica 19 aprile 2009. Uno splendido trail effettuato su un percorso decisamente tecnico e impegnativo, reso ancor più arduo dalle avverse condizioni meteo: dalla partenza all'arrivo completamente sotto la pioggia.


La partenza è avvenuta dal palazzetto dello sport di Val della Torre alle ore 8.00.

Dopo un breve tratto su strada asfaltata,imbocchiamo un sentiero che in poche centinaia di metri comincia a salire con una pendenza spaccagambe.

La lunga salita ci porta in breve tempo in quota dove procediamo su una pietraia resa ancora più viscida e sdruciolevole dalla pioggia che ormai cade nella zona da alcuni giorni.

La gara procede poi con una salita molto impegnativa che ci porta all'arrivo della mezza maratona dove ci attende un'ottimo rifornimento a base di the caldo e frutta secca in abbondanza.

Da quì in poi si prosegue all'interno del bosco dove diventa più difficile individuare il percorso segnato.

L'ultima salita impegativa ci conduce ad aggirare la croce in cima al monte Musinè,adesso è davvero finita,tutta discesa fino a tonare a Val della Torre.Ultimo impegno a poche centinaia di metri dall'arrivo, il guado di un fiume e poi finalmente il tanto sospirato arrivo.

Ho concluso i 42 km in h 5.00. Felicissimo del terzo posto assoluto,mi vado a gustare il ricco buffet messo a disposizione dall'organizzazione, che ringrazio per la cordialità e l'organizzazione.




 
 
 
 
   
GLI IMPEGNI DEI SOPRAVVISSUTI DEL FOLGORE TEAM
2009
by webmaster


PARMA-12 APRILE 2009 - Periodo di crisi di vocazioni per l'atletica in montagna.

Sono rimasti solo tre atleti a correre le gare "estreme" in alta quota, nel Folgore Team: Neiretti, Orsini e Amatobene.


Nonostante la solitudine, ognuno di loro ha continuato i massacranti allenamenti in quota, con pioggia, neve, freddo sottozero e fango, senza fermarsi.

Ultimo in ordine di tempo il 5 Aprile 2009: 41 chilometri non stop, con 2800 metri di dislivello, corsi nell'appennino permense sotto la pioggia e in mezzo alla neve, a cui ha partecipato anche un "aspirante" poveniente da Monza, congedato del 186mo, di cui parleremo nei prossimi giorni.

Neiretti, nel momento in cui scriviamo, è in Abruzzo come esperto di lavori verticali,convocato dalla protezione civile, e ha sospeso temporaneamente le uscite.

Orsini si allena con costanza nelle montagne intorno a Roma e -fino a Dicembre scorso- ha compiuto uscite di sci alpinismo sul Gran Sasso.


PROSSIMI IMPEGNI

Il 18 e 19 Aprile Amatobene farà un allenamento insieme ad amici locali, di circa 86 chilometri, correndo una "classica rustica" da Castrignano a Lagdei. L avariante di quest'anno sarà il pernottamento al Lago Santo e il ritorno a Castrignano la mattina successiva.

5400 metri di dislivello totale sull'appennino parmense, che ha montagne di tutto rispetto, fino a 1957 metri, ancora innevate.

Il 2 e 3 Maggio si correrà la "THE ABBOT WAY", di 120 kmt in due tappe da 60 kmt circa, da Pontremoli a Bobbio, con 5900 metri di dislivello totale, sulle tracce del sentiero che percorrevano nel Medioevo gli "Abati" per giungere a Roma dall'Europa.

Parteciperanno Amatobene e probabilmente Orsini e Neiretti.

Il 6 e 7 Giugno : immancabile " CRO-MAGNON EXTREME RACE", 113 km 6700 metri di dislivello: Orsini e Neiretti, con Amatobene.
Per quest'ultimo si trtta della settima edizione. La gara ha tenuto a battesimo il nucleo degli skyrunner.

Il 28 e 29 Agosto, a Curmayeur, si correrà una gara a numero chiuso (450 atleti massimo) di 107 kmt, con 6700 metri di dislivello, che terminerà a Chamonix.

E' stata organizzata come "gara collaterale" durante la più lunga, affollata e circense Ultra Trail del Monte Bianco, da 4000 iscritti, che si svolge su un altro percorso, a cui il webmaster ha giurato di non partecipare mai più e di parlarne male ogni occasione utile.



L'ESERCITO NON VUOLE PIU' DARE IL NOME AI GRUPPI SPORTIVI AL DI FUORI DEL CENTRO SPORTIVO CENTRALE

Il gruppo sportivo FOLGORE TEAM, la cui sede è a Pisa presso il CAPAR, sta attraversando un periodo di cambiamenti dovuti alle nuove regole fissate dallo Stato Maggiore Esercito per lo sport dei propri militari nel tempo libero.

Cambiamenti che costringeranno gli atleti "civili" e militari a fondare un proprio gruppo sportivo paracadutisti autonomo. Niente più allenamenti in servizio, quindi, per coloro che praticano atletica e ciclismo, nè la rappresentratività dell'Esercito nelle gare.

La stessa cosa è accaduta per il KARATE FOLGORE, che è diventato una associazione sportiva "civile", sebbene abbia il patrocinio morale della Folgore, di cui porta il nome di un reggimento, il 187mo, e al quale è affidato il compito di mantenere in allenamento gli istruttori e i tecnici militari..

Le nuove regole impongono la fondazione di una "ASD" (associazione sportiva dilettanti), nella quale non dovrà più figurare il nome o il logo "Esercito".

Tutti gli atleti potranno e dovranno allenarsi e gareggiare solo nel tempo libero e sanza alcun rimborso per le trasferte.
Il lato positivo per il nostro sito è lo sgravio economico: in qualità di sponsor erogavamo diverse risorse per la buona riuscita delle attività, che ora useremo in proprio.

Vi terremo al corrente dei positivi sviluppi.


LO SPORT ESTREMO NON E' PER I PARACADUTISTI

Dopo tanti anni di tentativi, dobbiamo ammettere che gli sport estremi non attraggono i paracadutisti del sito, evidentemente già molto soddisfatti di quanto hanno fatto durante il servizio o nei corsi ANPDI.

Ci consola il fatto che durante le gare incontriamo sempre qualche congedato (pochi per la verità) che corrono nei gruppi sportivi delle loro città e con i quali ci scambiamo camerateschi e sportivissimi saluti (e aiuti) in gara.


Per informazioni:


scrivete al webmaster










 
 
 
 
   
100 KMT DEL SAHARA: UN PARACADUTISTA MILANESE DODICESIMO ASSOLUTO SI 152 PARTECIPANTI
2009
by webmaster


con il pettorale 79, Cristiano giunge al traguardo dell'ultima tappa



PARMA-12 APRILE 2009 - Cristiano Locci è un paracadutista ANPDI milanese,imprenditore, specialista di arti marziali, brevettato a Parma, dove si trovava per motivi sentimentali e di lavoro qualche anno fa.

Dopo un durissimo e intenso allenamento fatto di cinque uscite settimanali, durato mesi, durante i quali ha corso anche diverse maratone, ha partecipato alla 100 chilometri del Sahara a tappe, a cui hanno partecipato 152 concorrenti, che si è svolta nel mese di Marzo.

Si è piazzato dodicesimo assoluto.

Ci aveva pure mandato alcune foto mentre correva ed era in tenda nel deserto, ma il computer ce le ha "mangiate" in seguito ad un back-up.
Le stiamo recuperando.

Nel frattempo gli inviamo i complimenti da queste pagine per la perseveranza e i tanti sacrifici che ha sopportato.
Possiamo immaginarli.
Lui, milanese, si è allenato in città, di giorno e di notte, con poche uscite "fuori porta".

Il suo prossimo impegno sarà "il passatore", altra classica spacca-gambe e spaccatesta , tutta sull'asfalto e molto chiacchierata per i tanti furbetti che accorciano con passaggi in auto alla luce del sole.

Finita la indigestione di sabbia e asfalto, ci auguriamo che entri nel FOLGORE TEAM ULTRA ALPINE RUNNING (che si ricostituirà) e condivida con noi la bellezza della quota alpina, lontano dal mondo e dai furbi.














 
 
 
 
   
PRIMO TRAINING CONGIUNTO DEL FOLGORE BIKE
2009
by webmaster



NOTIZIE DAL FOLGOREBIKE



Il 15 febbraio alle ore 09.00 daremo inizio ad un programma di allenamento che permetterà agli appassionati "livornesi e pisani" e a tutti gli amici paracadutisti in congedo di incontrarsi e percorrere un lungo tratto di strada assieme.

Da tempo avevamo in mente di organizzare un allenamento collegiale, ma la partenza da un unico posto rendeva la cosa troppo penalizzante.

Questo percorso, con partenza dalla caserma "Gamerra" a Pisa e dalla Caserma "Vannucci" a Livorno, è la soluzione del problema più semplice e funzionale.


Come potrete notare, il percorso ha un punto di incontro equidistante da Pisa e Livorno, un tratto centrale da percorrere assieme e un tratto finale equidistante dalla sede di partenza dei due gruppi.

L'ASD Folgore Bike con questa iniziativa si propone di serrare le fila del gruppo ciclistico amatoriale proponendo un "momento di incontro associativo" lungo le strade di casa nostra dialogando fra noi in un ambiente sano e bello.




Il Vicepresidente Ing. Roberto ORSINI ha fornito la planimetria e l'altimetria dei "due" percorsi con tanto di tabella di marcia. Questo ci permetterà di scegliere l'andatura che più si adatta alla nostra esigenza.

In futuro, prendendo spunto dai vostri suggerimenti, saremo ben lieti di apportare qualche modifica al percorso sia nella lunghezza che nelle salite.

A tutti segnalo il consigliere Fabiano CITI, cicloturista appassionato, che gestirà il punto di informazione e raccoglierà i suggerimenti di tutti .


Scrivete per richiedere informazioni a : individuale10@yahoo.it


A tutti buona pedalata

Alfio PELLEGRIN