Folgore - Archivio Mese
 
ALLENAMENTO DI FINE ANNO DEL FOLGORE TEAM - NUCLEO DI PARMA DI CORSA IN MONTAGNA
2012
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31 DICEMBRE 2011

di Michele Polzella
direttore tecnico Fidal
ASD TEAM FOLGORE PARACADUTISTI

PISA- Si chiude un anno "organizzativo" per il Team Folgore Paracadutisti, formato da atleti provenienti dalla Folgore in servizio e in congedo e dell'ANP'I. Non si tratta di emanazione militare, perchè la società è totalmente civile e tutti corrono nel tempo libero con le nostre insegne. . Il 2011 è stato dedicato alla normalizzazione amministrativa del Team e alla selezione di diverse unità che hanno svolto intense attività personali in tutta Italia.

Dei 42 Atleti tesserati, ben 28 sono in servizio e i rimanenti equamente distribuiti in Italia , dal Veneto alla Sicilia.
Tutti si cimentano in specialità dalla maratona in poi, e ben otto ( sei congedati e due in servizio) in gare di montagna oltre i 100 chilometri.

A causa di pressanti e intensi impegni, è mancata un poco l'informazione, anche se le nostre insegne hanno corso mezze maratone a Ferrara, Pisa, Livorno, Ancona e Roma e maratone a Livorno, Pisa, Roma e Firenze, più tre ultratrail: Valdigne, Valmarenco e la Pistoia Abetone- quest'ultima con ben 10 partecipanti-.

Nel 2012 c'è in programa un incontro degli atleti alla gara in montagna di 10 chilometri di Marzo al Monte Serra, in ricordo dei Caduti dell'Accademia di Livorno.

Successivamente sono previste alcune uscite su percorsi montuosi, incluso il SENTIERO FOLGORE dal Passo della Cisa al Mare, inaugurato da Alberto Neiretti e Amatobene, dirigenti della Società.

Chi vuole avere l'onore di iscriversi e correre con le nostre insegne, in piena libertà di scegliere le gare dove partecipare, può scrivere, inviando il certificato medico ATLETICA LEGGERA AGONISTICA rilasciato dal medico sportivo a:
folgoreteam.atletica@congedatifolgore.com


La quota di iscrizione , che comprenderà il parziale rimborso di tuta, borsa e abbigliamento da gara escluse le scarpe , è stata fissata in € 80, che non è necessario versare subito.





 
 
 
 
   
I PARACADUTISTI TRIESTINI E LA CORSA IN MONTAGNA
2011
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Trieste…..di corsa!


di Umberto Bordon
paracadutista della Sezione ANPD'I DI TRIESTE

Forti del motto “un Paracadutista è un’atleta con lo zaino ed il fucile”, continua la partecipazione ad eventi podistici e di corsa in montagna di un gruppo composto da una quindicina di paracadutisti
della sezione di Trieste. Nato qualche anno fa grazie a tre soci attivi nelle competizioni di corsa in montagna, ora il gruppo partecipa numeroso ad eventi come la Maratona d’Europa di Trieste (3 iscritti alla maratona e 6 alla mezza) oppure alla Skyrace delle Dolomiti Friulane 2010 (20 km e 1700 mt di dislivello positivo)
con 6 iscritti. Partecipazione che ha sia connotati agonistici, ma mai esasperati ( ci piace correre CON il cronometro e non PER il cronometro), che di coesione, creata dai lunghi e ripetuti allenamenti di gruppo, preparazione che ci permette di presentarci in discrete condizioni atletiche anche a competizioni di carattere militare, che sono il fiore all’occhiello delle attività addestrative della sezione.
In particolare due soci, Gienfranco Moro ed il sottoscritto, hanno partecipato il 2 luglio alla Lavaredo Ultra Trail, in versione staffetta per due, gara di 90 chilometri e 5200 metri di dislivello
positivo. La gara, il cui percorso si è snodato ad anello nello splendido scenario delle Dolomiti, è partita alle ore 0.00 di sabato 2 Luglio, per toccare i 2400 metri della forcella Lavaredo (-3° alle 3 di notte), ha effettuato il periplo delle 3 cime di Lavaredo, toccato il lago di Misurina per poi arrivare dopo 44 chilometri a Palus S. Marco dove è avvenuto il cambio della staffetta. Il percorso è poi proseguito lungo il gruppo delle Marmarole, ai piedi dell’Antelao per poi concludersi ad Auronzo.
lL riscontro cronometrico e la posizione in classifica non contano, restano le emozioni di una corsa notturna, l’alba e i suoi colori tra le montagne più belle del mondo con degli scorci panoramici
mozzafiato, specialmente nella seconda parte del percorso, e la soddisfazione di aver concluso degnamente la nostra prova, provando sincero rispetto ed ammirazione per quei 420 atleti che i 90
chilometri se li sono fatti individualmente.
Vi tertremo al corrente!!!!

FOLGORE! NEMBO! MAISTRACK!





 
 
 
 
   
ISCRIZIONI AL TEAM FOLGORE PARACADUTISTI
2011
by webmaster

Il Team Folgore Paracadutisti sempre piu numeroso .

Ricordiamo a tutti che per aderire al team folgore Paracadutisti bisogna essere in possesso del certificato medico agonistico a uso podismo ,inoltre inviare alla sede del gruppo il certificato in originale e via mail o fax un documento di riconoscimento ,tessera sanitaria e certificato medico.

Con l'occasione vi porgo i mie piu sinceri salti

Il Dir. tecnico .
Serg.Polzella

 
 
 
 
   
PENSIERI SUL PARACADUTISMO
2011
by webmaster

PARMA- Ci sono giunte alcune riflessioni sulla aviosuperfice di Pontecagnano da un gruppo di paracadutisti campani. Ci sembra di capire che tra loro si è creato un bello spirito di gruppo:

Iniziamo con la riflessione di accompagnamento, scritta dal capo centro:


A chi aspira al paracadutismo diciamo:
“ non pensare che chi lo pratica sia persona migliore di te ”
E’ stato, agli inizi, determinato e disponibile ad affidare se stesso a istruttori abilitati riconosciuti degni di stima, fiducia, competenza e con tantissima esperienza sperimentata.
< per iniziare - e dopo sempre - occorre sana paura e un po’ di audacia responsabile e consapevole >
Ogni volta sarà diverso e diverse saranno le emozioni: meraviglia, stupore, divertimento, gioia.
Saltando dall’aereo da 500 o 4200 metri scoprirai di :
• vivere pienamente l’attimo presente,
• acquisire bellezze oltre quelle percepibili con i sensi,
• volare senza sognare di farlo,
• riconoscere ed accettare te stesso senza bleffare,
• acquisire la mitezza che appartiene ai grandi combattenti,
• stupirti di te stesso meravigliandoti di uno stupore a te sconosciuto,
• ammirare il creato e dire grazie,
…......e prenderai atto che sei solo una persona normale, certamente non persona comune.
Alla domanda spontanea : e se il paracadute non si apre ?
La risposta è : l’importante è che sia sempre “ aperta ” la mente. E te lo insegneremo.
E’ praticato da tante persone diverse. Cosa hanno in comune ? Quello che è già in te se pensi di farlo.
Come in ogni altra attività sportiva troverai talenti, campioni e tanti che lo praticano per sano divertimento.
Se desideri migliorare te stesso puoi provare. Se pensi o credi di superare te stesso, cordialmente te lo sconsigliamo.

SKYDIVESALERNO - ITALIA -
scuola di paracadutismo dal 1953


SKYDIVE SALERNO
pensiero durante una caduta libera...............

Il Cavaliere, già Dottore, …….decise di diventare Presidente.
Il nostro Presidente, già muratore, è anche Cavaliere.
Il primo tende a farsi ben vedere.
Il nostro a farsi ben sentire.
Il primo si fa pagare per essere il paracadute di tutti gli Italiani in caduta libera senza fine.
Il nostro gratuitamente ne presta uno ad ognuno per farci divertire.
Il primo sorride sempre, lasciandoci furiosi non comprendendo quale, dei tanti possibili, sia il perché.
Il nostro, quando è risentito, comprendiamo sempre il perché.
Il primo, quando racconta barzellette, ride solo lui.
Il nostro, quando racconta barzellette, diverte tutti.
Il primo deve sempre chiarire il proprio pensiero.
Il nostro espone le proprie idee sempre con molta chiarezza.
Il primo lavora per noi, e noi, molto arrabbiati, facciamo a terra e per terra salti mortali per sopravvivere.
Il nostro lavora per noi e ci permette di fare salti da 4200 metri per la gioia di vivere !
A noi piace molto di più il nostro: sarà che ha anche un bel nome !

…..pensiero interrotto a 1200 metri per irrinunciabile apertura paracadute, pensare ad altro, fare attenzione agli altri.

Stranamente quel giorno il presidente mi seguiva e controllava con il binocolo ! E sì che non gli sfugge nulla !


dedicato agli istruttori SKYDIVESALERNO
sempre impegnati a far comprendere che “ la scuola “ non è “ un centro addestramento ” :


Chiedersi sempre perchè, acquisire sempre il perché, agire sempre sapendo perché, insegnando e richiamando continuamente a volare in sicurezza, apprendiamo sempre più la consapevolezza di noi stessi, il bene per il prossimo e per la vita.

P Piacere
A A
R Riconoscere
A Ancor più
C Chi
A Autonomamente
D Definisce
U Umilmente
T Tenacemente
I Instancabilmente
S Sempre
M Minimo
O Orgoglio
E ringraziamo i tanti pionieri del paracadutismo, attività essenzialmente umana, che ci permettono di volare con equipaggia-mento ormai sicuro e di scoprire la bellezza originaria latente in ognuno: stupore e meraviglia: e della persona e della vita.

i paracadutisti della SKYDIVESALERNO



 
 
 
 
   
IL CONSIGLIO DA' IL BENVENUTO AL DIRETTORE TECNICO MICHELE POLZELLA
2011
by webmaster



PISA- Si è riunito oggi il consiglio direttivo del FOLGORE team Paracadutisti ASD nella sede secondaria offerta da uno degli sponsor di SAN GIULIANO TERME (PI)

Il Direttore Tecnico serg.(f) par. Michele Polzella, terminati i numerosi impegni di servizio, inizierà dalla prima settimana di Marzo a gestire gli atleti che si stanno iscrivendo numerosi al nostro gruppo sportivo. Si occuperà anche di seguire gli allenamenti di coloro che vorranno scrivergli per suggerimenti e consigli, considerando le sua qualiiche di:
- ISTRUTTORE TECNICO FIDAL
- IP DELLA BRIGATA PARACADUTISTI FOLGORE
e di atleta con risultati di livello nazionale ( ha guadagnato nei 10mila metri il titolo nazionale militare)

Potrete scrivergli alla casella postale per
Polzella.folgoreteam@congedatifolgore.com"

per
- iscrizioni
- corrispondenza tecnica
- notizie da pubblicare sul nostro sito

Durante il 2011 sono in programma.
- un incontro tecnico in zona collinare-montana per
la reciproca cnoscenza

- un meeting pluridisciplina ( fondo, mezzofondo, corsa in salita e montagna) in Toscana tra gli atleti del nostro gruppo sportivo e rappresentanze anche militari.

Il nostro direttore tecnico pubblicherà a breve alcune tabelle di "mantenimento" per gli atleti sparsi sul territorio nazionale




 
 
 
 
   
APERTE LE ISCRIZIONI AL GRUPPO SPORTIVO
2011
by webmaster



“Il paracadutista è un atleta con lo zaino e l’arma” (Gen c.a. Marco Bertolini)


La A.S.D.(Associazione Sportiva Dilettantistica) FOLGORE TEAM PARACADUTISTI, affiliata FIDAL, ha aperto le iscrizioni alla stagione 2011.


PERCHE' ADERIRE

Aderire alal ASD Folgore Team Paracadutisti significa appartenere a un gruppo sportivo all'interno del quale ci sono paracadutisti in servizio e in congedo e dell' ANPDI accomunati dalla passione per lo sport. Sarà possibile incontrarsi durante l'anno, fare gare più o meno lunghe e difficoltose o semplicemente appartenere ad un CLUB che raggruppa paracadutisti, indossando le stesse insegne anche solo per correre nella propria città, anche senza partecipare a competizioni.

Saranno programmati almeno uno o più eventi sportivi nazionali, presumibilmente in una delle città della Folgore



LA STORIA


La attuale versione ASD FOLGORE TEAM PARACADUTISTI dedicata alla sola atletica rappresenta la continuazione ideale del FOLGORE TEAM la cui sede, dal 2002, era presso il CAPAR di Pisa e il cui Presidente per entrambe era il comandante Pro tempore del Centro di addestramento di Paracadutismo.

Con il successivo riordino che lo Stato Maggiore Esercito ha effettuato per le attività sportive delle singole brigate, si è reso necessario scorporare le attività amatoriali e di tempo libero e dotarle di uno statuto e di una affiliazione nella forma di “ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA” civile, mentre l’Esercito ha mantenuto l’attività istituzionale competitiva e olimpica con le stellette.

Folgore Team,quindi, pur non rappresentando più l’Esercito e operando autonomamente, è il gruppo sportivo di riferimento per il tempo libero dei paracadutisti in servizio e in congedo oppure dell’ANPDI e insieme -o singolarmente- partecipano a gare di ogni tipo, dalla corsa su strada di 6 chilometri fino alla corse estreme in montagna.

Nel consiglio direttivo e tra gli attuali 58 soci del Folgore Team c’è oltre il 70% di appartenenti alla Folgore. Sotto queste insegne corre–ad esempio- il gruppo di corsa in montagna, formato da paracadutisti in congedo e qualcuno in servizio. Molto numerosa è la compagine del mezzofondo e del podismo in genere.

IL FUTURO
Organizzeremo durante il 2011 alcuni “meeting” di corsa e ci daremo appuntamento per “trofei” FOLGORE TEAM inseriti all'interno di manifestazioni nazionali. Organizzeremo anche gare di assaggio tra atleti in servizio contro quelli in congedo, nelle città amaranto, chiedendo supporto logistico alla Folgore. Una bella occasione per incontrarsi in modo diverso.

ABBIGLIAMENTO

E' in arrivo l'uniforme del gruppo sportivo ASD FOLGORE TEAM PARACADUTISTI. Per la corsa in motagna si tratta di equipaggiamento HAGLOFS, mentre per quella in pianura, di capi tecnici idonei.

Chi lo desidera potrà aggiungere alla quota di iscrizione ( 18 €) che dà diritto a ricevere la TSHIRT del gruppo e il tesserino FIDAL , anche il controvalore della fornitura dell'abbigliamento di squadra. Pubblicheremo a parte le foto e i prezzi entro pochi giorni.


CERCASI CHI E’ GIA’ ISCRITTO AD ALTRI GRUPPI. SARA' AMMESSO ANCHE CHI NON FA GARE MA SEMPLICE CORSA DI MANTENIMENTO


Coloro che sono già iscritti ad altri gruppi, possono rinnovare l’iscrizione 2011 col Folgore Team e continuare le proprie attività e i P propri calendari di gare scelti personalmente. Chi pratica sport non agonistico per puro divertimento può sostenere il Gruppo Sportivo con la sua iscrizione, entrando nel "club".

Tutti avranno il piacere di indossare le insegne FOLGORE TEAM PARACADUTISTI e creare occasioni che la rivista FOLGORE e i siti www.assopar.it e www.congedatifolgore pubblicheranno, creando una nuova “famiglia” di paracadutisti in attività, che divulgano, insieme ai valori del Paracadutismo militare, anche quelli dello sport.

COME FARE

E' indispensabile inviare i propri dati: Nome Cognome, indirizzo, codice fiscale, copia del docuemnto di identità e il certificato medico-sportivo ( non basta il medico curante) che attesti la idoneità a praticare ATLETICA.

spedite via e-mail :

folgore.team.atletica@congedatifolgore.com
e successivamente l'originale del certificato medico a FOLGORE TEAM - Via Scirea 7a - 43100 Parma - tel 0521240726 .





 
 
 
 
   
TEAM FOLGORE PARACADUTUSTI: PREPARAZIONE INVERNALE
2010
by webmaster



PARMA- Il 15 e il 20 Novembre 2011 alcuni congedati che fanno parte del Team Folgore Paracadutisti hanno fatto due uscite per due settimane consecutive. Paolo Robuschi ( new entry nella corsa dopo la militanza Folgorebike), Alberto Neiretti (dopo due mesi di fermo in seguito a frattura della caviglia), e Walter Amatobene, hanno infatti scaldato i muscoli correndo per qualche ora sulle impervie salite che portano al Lago Santo di Parma ( 1520 msl). Località posta al centro di un sistema di sentieri dai quali si arriva in Toscana e in Liguria senza incontrare anima viva. Neve e maltempo in entrambe le occasioni, hanno permesso di testare scarpe e abbigliamento. Quest'ultimo in particolare distinguerà i componenti della squadra per qualità ed estetica. Si tratta di giacche, pantaloni e maglie della HAGLOFS , sponsor tecnico della nazionale di scialpinismo.



GUARDATE LE FOTO

 
 
 
 
   
PRIMA PROVA TEAM FOLGORE DI CORSA IN MONTAGNA
2010
by webmaster


PARMA- Abbiamo chiamato PROVA DEI CONTRABBANDIERI un "allenamento" che faremo tra il 12 e il 13 Novembre, com partenza dal Passo della Cisa, fino al Mare di Deiva Marina , per un totale di 60 chilometri con 2800 metri di dilivello,con continui saliscendi passando per il Passo del Brattello(1200msl), il Passo dei 2 Santi(1300) e il Monte Gottero(1650).
Partenza alle ore 23, arrivo previsto a Deiva alle ore 13/14. Rientro a Berceto in treno (da Deiva a Spezia ci sono treni ogni ora)
Niente ristori
Niente assistenza sul percorso
Partecipazione gratuita.
Potremo dividere il gruppo in corridori e marciatori veloci ( in qualche modo bisogna iniziare...)

A tutti i partecipanti sarà offerto in omaggio :

1- l'iscrizione gratuita al TEAM FOLGORE PARACADUTISTI
2- il diploma di partecipazione attestante che il candidato ha
superato la prima delle tre prove a difficoltà crescente,di cui
una sulla neve
3- la possibilità di indossare le insegne


USO A SPROPOSITO DELLA PAROLA "TRAIL"

Ormai chiamano "Trail" anche le scampagnate con poche centinaia di metri di dislivello, tra le colline. Purchè siano lunghe, anzi lunghissime ma con tanti ristori.

Si tratta di una moda che -al contrario della individualità a cui spingerebbe le corsa in montagna- ha attirato migliaia e migliaia di podisti a cui piace correre in gruppo e che incontriamo su tutti i sentieri, in ogni parte d'Italia, ogni fine settimana, a partire dai dossi dei cavalcavia fio al MOnte Bianco.

Abbiamo fatto, dal 1999 al 2009,dieci anni di gare pionieristiche, con numeri piccoli, durissime. Poi abbiamo cercato di convivere -negli ultimi anni- con la nuova generazione di corridori di montagna italiani che si distinguono per sapere tutto dai forum,per praticare il pitticorsa, per gli schiamazzi, la spazzatura e la maleducazione sui sentieri tallonandoti per sorpassarti senza neanche un saluto (com'è d'uso in tutte le nazioni del mondo), parlando ad alta voce ANCHE AL CELLULARE a tremila metri di altezza per evdere se c'è campo, saccheggiando i ristori e infilandosi in tasca provviste non necessarie, togliendole a chi verrà dopo. Ora basta. L' ASD TEAM FOLGORE PARACADUTISTI farà diventare l' ISTANT TRAIL la regola futura.
Saremo in pochi, selezionati e andremo a correre o marciare su percorsi non usuali. Ci alleneremo di notte, se questo vorrà dire stare per i fatti nostri, in un gruppetto selezionato. Le classifiche ce le faremo da soli. I diplomi pure. Cercheremo il silenzio dei crinali e saremo da esempio per spirito di avventura ed etica.


L' allenamento sarà con ogni tempo, e indipendentemente dal numero di partecipanti. Ne basta uno.


 
 
 
 
   
PARACADUTISTI ROMANI ALL'ULTRA TRAIL MORENICO IN PIEMONTE
2010
by webmaster





3 Ottobre 2010


SONO PAZZI QUESTI ROMANI


di FB

Prima edizione del Morenic trail 109km 2200dsl+ nella regione piemonte , provincia di Ivrea.

L' ambiente naturale è molto bello, nonostante abbiamo incontrato una meteo non benevola.

Si è trattata di una dura prova per gli atleti praticanti questa disciplina.

Tra i partecipanti era presente un team di paracadutisti della sezione ANPD'I di Roma, guidati da “gunny” Orsini più altri amici/atleti capitolini.
Tutti hanno portato a termine la gara ricevendo all’arrivo
un ricordo da “finisher” veramente unico.
Buona la prova del Cpl. M. F. Demestrangelo del Rgt “Lagunari Serenissima” socio della sezione romana che al suo primo vero trail ha raggiunto la 59° posizione.

Di assoluto rilievo e indispensabile sono stati il cameratesco e sportivo supporto logistico e l'assistenza in gara all’intero gruppo romano,da parte del Vice Presidente del team Folgore PARACADUTISTI, Alberto Rubin Neiretti.




 
 
 
 
   
NOTIZIE DAL NUCLEO ROMANO DEI PARACADUTISTI "EXTREME" TRAILERs
2010
by webmaster




Agosto 2010

da Redazione Roma

GRAN SASSO- Si è tenuto nel primo weekend di Agosto l'ultimo grande allenamento ” tosto” in quota per il Responsabile Sportivo della sezione di Roma ,Fabio Orsini, che parteciperà all’appuntamento annuale nel circuito dell’ ultra trail del Monte Bianco insieme ad altri paracadutisti . Come sapete il Trail del Monte Bianco è una gara estrema internazionale che richiama atleti da tutto il mondo.

Quest’anno il nucleo sarà supportato logisticamente da Alberto Neiretti , vicepresidente del Team Folgore e fortissimo etreme-railer. Anche lui tra meno di un mese si troverà allo start della 1° edizione del TOUR DE GEANT, una “passeggiata” di 330km ed oltre 24000 (VENTIQUATTROMILA) metri di dislivello positivo sulle alte vie della Val d’Aosta .


La finestra meteo “ristretta” , l’assenza per vacanze familiari di molti e gli impegni lavorativi hanno ridotto a due i componenti della “passeggiata” di allenamento dei romani. Si è trattato di con una grande salita in notturna dai piedi del massiccio del Gran Sasso, compiendo un ampio anello sulle creste e raggiungendo la vetta a quota 2912: 30 chilometri con oltre 2500m positivi.



Di rilievo la prestazione del giovane De Mestrangelo effettivo al reggimento Lagunari Serenissima, che occupa le sue licenze come tedoforo delle staffette degli Ideali oppure in squadra nel Triathlon per paracadutisti,dove la sezione di Roma ha ottimamente figurato.

Da qualche tempo ccorre sulle vette più alte del Centro Italia
in compagnia dei trailer estremi capitolini e ha partecipato a due Trail abruzzesi impegnativi ottenendo una buona posizione in classifica.

Che la sezione romana abbia trovato l’erede del grande Alessandro Nugnes, ora prestato alle arrampicate per piacere e per lavoro?

IX INVICTA LEGIO
Buone feriae Augustae



 
 
 
 
   
INAUGURATO IL SENTIERO "FOLGORE TEAM"
2010
by webmaster



PARMA- L'esperimento del "TRAIL DEI CONTRABBANDIERI" della ASD FOLGORE TEAM PARACADUTISTI è riuscito. Alberto Neiretti e Walter Amatobene hanno coperto i 76,7 chilometri che li separavano dal mare ligure in "sole" 15 ore e spiccioli.

Per motivi di sentieri non segnalati, sono sbucati a Deiva Marina anzichè a Sestri o Levanto, come avevano programmato.

Unici inconvenienti: la poca acqua sul percorso, la scarsità di segnali da Zum Zeri fino al Monte Gottero , che li ha fatti perdere più di una volta e la "morte" della macchina fotografica in seguito ad una caduta nei pressi del passo dei Due Santi dove la mancanza di indicazioni li ha fatti incamminare di corsa in una ripidissima discesa cn sassi nascorsti dall'erba.

Fortunatmente sono riusciti ad immortalare il golfo di La Spezia all'alba, proprio alcuni minuti prima della caduta del fotografo.

Il mare ligure era ancora nascosto dai monti dell' ALTA VIA.

CRONOLOGIA


Partenza ore 22 del 31 Luglio da Lagdei, transito al passo della Cisa alle 01.00, arivo a Zum Zeri alle 06.00 del 1° Agosto, arrivo a Deiva Marina alle 13 circa dello stesso giorno.
Dislivello totale +2835 -3370

IL SENTIERO FOLGORE TEAM

Durante il percorso hanno contrassegnato per circa 55 chilometri , ogni chilometro, con un simbolo assai riconoscibile i bivi più difficili da interpretare, fino a quando la bomboletta di vernice biodegradabile celeste non è finita ( a circa 18 chilometri dall'obbiettivo). Torneranno a finire il lavoro prima di Ferragosto.

Rientro in treno, come da programma, sudati e "odorosi" in mezzo a turisti in infradito. Cambio a La Spezia e transito alla stazione di Ghiare di Berceto, dove un'anima misericordiosa li ha riportati in auto a riprendere l'autovettura a Lagdei (comune di Bosco di Corniglio)

Foto sotto: i contrassegni del sentiero ( biodegradabili, vernice all'acqua ecologica) . Riconoscete la forma? Sopra : lo scollinamento dei due "contrabbandieri" al Passo dei due Santi, con il mare spezzino alle spalle( a sinistra) a 1 chilometro dal bivio che porta al confine tra Emilia, Liguria e Toscana (a 8 kmt il Monte Gottero). Mancano circa 23 chilometri al mare ligure, e pochi metri alla caduta.











 
 
 
 
   
APERTO IL TESSERAMENTO 2011 PER IL FOLGORE TEAM PARACADUTISTI
2010
by webmaster




“Il paracadutista è un atleta con lo zaino e l’arma” ( Gen D. Bertolini, intervista del 2003)


La A.S.D. FOLGORE TEAM PARACADUTISTI, che è affiliata FIDAL ha concluso il processo di "civilizzazione" ed è ora nuovamente in grado, dopo il fermo tecnico di alcuni mesi, di riaprire le iscrizioni alla stagione 2011

LA STORIA

La attuale versione ASD FOLGORE TEAM PARACADUTISTI dedicata alla sola atletica rappresenta la continuazione ideale del FOLGORE TEAM la cui sede, dal 2002, era insieme al Folgore Bike presso il CAPAR di Pisa e il cui Presidente per entrambe era il comandante Pro tempore del Centro di addestramento di Paracadutismo.

Con il successivo riordino che lo Stato Maggiore Esercito ha effettuato per le attività sportive delle singole brigate si è reso necessario scorporare le attività amatoriali e di tempo libero e dotarle di uno statuto e di una affiliazione nella forma di “ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA” civile, mentre l’Esercito ha mantenuto l’attività istituzionale competitiva e olimpica con le stellette.

Folgore Bike e Folgore Team,quindi, pur non rappresentando più l’Esercito e operando autonomamente, sono i due gruppi sportivi di riferimento per il tempo libero dei paracadutisti in servizio e in congedo oppure dell’ANPDI e insieme partecipano spessissimo a gare di ogni tipo.

Nel consiglio direttivo e tra gli attuali 58 soci del Folgore Team c’è oltre il 70% di appartenenti alla Folgore. Sotto queste insegne c’è –ad esempio- il gruppo di corsa in montagna, formato da paracadutisti in servizio e qualche congedato. Molto numerosa è la compagine del mezzofondo e del podismo in genere.

IL FUTURO

Organizzeremo durante il 2011 alcuni “meeting” di corsa, piana oppure in montagna e ci daremo appuntamento per “trofei” FOLGORE TEAM partecipando a manifestazioni nazionali. Organizzeremo anche gare di assaggio tra atleti in servizio contro quelli in congedo, nelle città amaranto, chiedendo supporto logistico alla Folgore. Una bella occasione per incontrarsi in modo diverso.


CERCASI CHI E’ GIA’ ISCRITTO AD ALTRI GRUPPI O CHI NON FA GARE

Coloro che sono già iscritti ad altri gruppi, possono rinnovare l’iscrizione 2011 col Folgore Team e continuare le proprie attività e i calendari di gare scelti personalmente. Chi pratica solo sport non agonistico per puro divertimento , può sostenere il Gruppo Sportivo con la sua iscrizione.

Tutti avranno il piacere di indossare le insegne FOLGORE TEAM PARACADUTISTI e creare occasioni che la rivista FOLGORE e i siti www.assopar.it e www.congedatifolgore pubblicheranno, creando una nuova “famiglia” di paracadutisti in attività che divulgano insieme ai valori della Folgore, anche quelli dello sport. Scrivete a folgore.team.atletica@congedatifolgore.com oppure a info@folgorebike.it


 
 
 
 
   
CRONACA SEMISERIA DI UN ALLENAMENTO TRA AMICI
2010
by webmaster



PARMA-13 Giugno 2010- I paracadutisti, si sa, fanno gruppo a sè in molti casi. In altri -grazie alla forte autostima- sottovalutano chi non lo è. Dovrebbero incontrare la gente con la quale ci alleniamo da qualche tempo, io ,Alberto Neiretti e Fabio Orsini di Roma .

Facendo corse estreme in montagna,infatti, mi è capitato di incontrare donne e uomini "tostissimi", fisicamente indistruttibili, meglio di un operatore delle forze speciali: grinta, determinazione, capacità di andare oltre i propri limiti e di sopportare freddo, fatica e dolore, unita a forza fisica, resistenza e una lealtà sportiva profonda. Non tutti sono così,ovviamente, ma ne incontro veramente tanti, e in percentuale assai superiore a quella della "società".

Facile sentirsi a proprio agio con gente in gamba. Prima erano solo ( gli artiglieri) paracadutisti. Adesso ci aggiungo la categoria dei "TRAILER", ovvero di quei matti che corrono per 100 chilometri e più in alta montagna, non stop, solo per sfidarsi.

Ecco la cronaca semiseria di un piccolo allenamento notturno, 50 chilometri (una bazzecola...):



SBAGLIARE NON E’ UMANO
Ovvero: chi corre in montagna deve farsi vedere da uno bravo.



Missione: lavorare tutto il Venerdì 11 Giugno, trovarsi a Langhirano alle 23.45 e partire per una corsa notturna di nove-dieci ore per arrivare a Lagdei. 50 chilometri scarsi con quasi tremila metri di dislivello. Checcevò?



CRONACA


Otto corridori di montagna si sono trovati alla stazione dei pulman di Langhirano. Bizzarri e variopinti. E mi fermo qui, perché dovrei offendermi da solo, visto che c’ero anche io.

Troppo facile partire da un sentiero. Indecisi tra mettersi i ceci nelle scarpe o fare qualche incrocio e una tangenziale di corsa, attrezzati da montagna, all’unanimità si è deciso per la seconda, con tanto di rievocazione della ritirata di Russia. Non mi ricordo quello che che ci hanno detto gli alcolisti e qualche marocchino davanti ai bar. Nemmeno i gesti di un paio di automobilisti che volevano familiarizzare con le due ragazze del gruppo, molto carine. Meno male che erano armate di bastoni a punta.E potevano sempre seminarli. Mai visti personaggi come noi , in centro a Langhirano, nota capitale della ciabatta infradito rumena e dello squallorfood-albanes-valley. Noi, maestrini dalla racchetta rossa, sembravamo usciti dal manuale del perfetto trailer alpino, pulitissimi, attrezzatissimi, boosteratissimi ( calzettoni stringenti che servono a massaggiare il polpaccio. Una volta le puerpere le usavano contro le vene variocose, ndr), con tanto di borracce appese, racchette e frontale (accesa!!), persi in mezzo al far west, tra briganti e auto inferocite con musica pompata e tamarro al cellulare dentro.

Volevamo partire dal punto più basso dell’Appennino, ma era la prima volta che lo facevamo da Langhirano, città di pane e cemento, con tracce di prosciutto. Dopo essere passati tre volte davanti allo stesso cane con la bava alla bocca, e sentito il clik-clak del fucile a pompa degli abitanti della casa, Katia ha intuito che la strada era persa. Ma è stato facile riprendere il sentiero, dopo una deviazione di 5 chilometri: un mesto Nicola azzoppato , fotocopia sbiadita dello sbruffone che mi sorpassa a 4 e 15 al chilometro in salita, facendomi segni col dito, si era umilmente prestato a scattare fotografie nere e dare indicazioni (vaghe) più una (sedicente) assistenza al percorso dal letto di casa. Alla sesta telefonata e dopo una chiara minaccia di prendergli in ostaggio la moglie, ha finalmente svelato dove iniziava il percorso da lui voluto: era nascosto in un canneto, dietro un fosso, sotto una pergola, di fianco a un rustico guardato da rotwailer, con qualche gradino da scendere. Facile. Me ne ricorderò quando cambierà le gomme della macchina. Capisciammè.

Da quel momento, finalmente in mezzo alle pietraie e ai boschi, nel buio senza luna, il gruppo ha cominciato a sentirsi a proprio agio e a fare conoscenza. Poco normali. Si: in salita, col sudore a rubinetto e la Madonna che ti segue a vista, i migliori parlano, ridono, raccontano di corsi di cucina, di istituto alberghiero, di case da ristrutturare, di “bush tzuei” ( Abbots Way, come la pronuncia Nicola, denunciato all’organizzatore Armando che era con noi, ndr) e-incidentalmente- ti chiedono se la storta cavallina, con versamento, zampa d’elefante, urla represse e voglia di morire, ti fa male. “No, niente, tutto bene, andate pure avanti!”. Sono talmente affiatati tra loro che ho paura a dirglielo, che non appoggio il piede. Non vorrei che mi facessero fuori perché gli rovino l’ allenamento.
Il dolore scompare da solo. Forse è grazie alla Madonna che mi segue dalla prima salitona. Capisco cosa vuol dire piede morto. Prego perché non si estenda al resto del corpo, visto che il mio check-panel di gara ha tutte le spie accese. La caviglia è il minore dei problemi. Il patto col mio medico sportivo è stato: ci vado a qualunque costo, con qualunque mezzo. Chissenefrega dello stiramento al polpaccio che mi trascino da due mesi. La parcella parla da sola. Mi metto pure il calzettone GIBAUD, monogamba. Mi faccio pena, ma tanto è buio. Gli altri fanno il pitti-booster da polpaccio. Katia non ha trovato quelli di gucci e ripiega su costosissime calze svizzere che vendono a grammo. Ne ho prese pure io. Bianche. Mi sembro Alberto Sordi che fa Mario Pio, e me le tolgo. Rimango monogamba. Tanto la storta è a sinistra e lo stiramento a destra. Ce la posso fare. Altro che Pistorius. Correre su una gamba sola in salita va bene, ma in discesa, siete capaci?

L'alba sul monte Cervellino, 1500 msl, ore 0445 del 12 Giugno , dopo quasi 5 ore di corsa e 26 kmt fatti.( LA DATA DELLA MACCHINA FOTOGRAFICA E' AVANTI)

autore: walter amatobene. Il gruppo di allenamento. Neiretti è il terzo da destra, vicino a Katia fori ( seconda) e Armando Risoli ( primo) a sinistra: Lorenzo Sandri, Francesca Pria e Fausto Musiari. Manca Elio Piccoli, che ha chiuso l'allenamento poco prima.



Riano, Fragno, Montagnana, monte Cervellino ( 1500 msl).
Un lampo di quasi cinque ore. 23/25 chilometri ci separano da Lagdei. Chi si ricorda la fatica? L’umidità e la temperatura sopra i 20 gradi sono mitigati dalla bellezza di ciò che attraversiamo: macchia profumata, sentieri ben visibili, boschi di pini , usignoli e uccelli notturni che cantano. Cavalli a volontà. Hanno il campanaccio. Forse sono svizzeri, penso. L’alba comincia a stiracchiarsi pigramente da un angolo dietro i monti alle nostre spalle. Arancio, rosa, verde, blu scuro, stelle che sfumano, le prime luci della valle. Foto di gruppo con le sagome che si stagliano sullo sfondo. Solo per questa foto varrebbe la pena di fare questo allenamento. Francesca e Katia sfoderano un bel sorriso. In calzettoni e braghettone da corsa, sudatissime, sono ancora assai fotogeniche. Ci sentiamo bene, anche se i volti di qualcuno cominciano ad essere provati. Le salite erano toste, le discese anche e sappiamo che le altre ,dopo il Cervelino, faranno strage di unghie dei piedi. Perfino Katia, che pesa come un canarino, è caduta graffiandosi un braccio. Elio –uomo dell’ “imbush wi” ( uno dei tanti modi che usa Nicola di chiamare l’Abotts Way, ndr) preferisce non forzare e torna indietro. Il Cervellino –sono sicuro - è andato a male. E' risaputo che è un pezzo del corpo molto deperibile, ed è putrefatto, a giudicare dalle mosche che ci sono, a 1500 metri di altezza. Nememno le cacche industriali di mucche e cavalli che abbiamo incontrato , potrebbero fare lo stesso. Mi cambio le calze. Dopo dieci secondi sembro uscito da un documentario di Piero Angela sugli insetti carnivori. Per Fausto, la troppa sudorazione e la stanchezza della settimana di lavoro, lo fermano più a lungo. Ci riprenderà al Sillara, dove aveva già deciso di interrompere per andare a Berceto. Bravo. Ha reagito. Qualcuno insinua che in quella coca cola….mah! Fino dal Cervellino gli avevo offerto duecento euro per averne un goccio. Me la regala e non vuole niente. Per adesso. Aspetta l’assuefazione. Quando lo pregherò in ginocchio per averne altre, mi farà la tariffa. Anche a me ha fatto fare un bel pezzo di strada. Francesca mi ragala il suo limone. Anche Lei correrà fino a Berceto, salutandoci. Come sto? Non riesco a mangiare. Stomaco chiuso. Il contrario di Katia, il cui zaino certe volte sembra la esselunga, senza il settore surgelati. Forse il fatto che tra di noi c’è un cuoco -Lorenzo- potrebbe risolvere il mio problema in futuro. E’ solo questione di capienza di zaino e di come portarsi una bombola del gas. Costoso, lo so, ma visto che dice di essere disoccupato, forse risparmio.
Capirò all’arrivo perché è senza lavoro: non ha tempo.
A venticinque anni , Lorenzo Sandri si ritrova un fisico da iper-atleta e corre sempre, dappertutto. E’ un entusiasta: durante tutto il viaggio –e poi a tavola- ha aderito ad ogni iniziativa di cui sentiva parlare: dalla gita per lamponi, ai corsi a domicilio di cucina, alla lettura della bibbia in aramaico, alle più massacranti gare multi sport di Mattioli (Nomen Omen. Un altro matto che è impegnato in gare che durano più del tempo che lavora. Certe volte gli rifanno la carta di identità sul percorso, tanto sono lunghe, ndr). Chiamerò Lorenzo FACETRAILBOOK, per come stringe amicizia facilmente. Insomma: è un bel personaggio, socievole, intelligente e –purtroppo per me- particolarmente dotato per gli sport estremi. Mi sorpasserà pure lui. Dai pure! Detto fatto: dal Monte Tavola in poi, Lui , Katia e Armando, indecisi su come farsi più male, passano sul sentiero che va all’Orsaro, Braiola e Marmagna. Saranno pagati un tanto a chilometro? Io e Alberto Neiretti da Biella, amico di tante avventure, optiamo per i 46 kmt e una decina di birre, schweppes, acqua, anche piovana, e tutto quello che di liquido ha il rifugio, in attesa del loro rientro. 4 chilometri in più con tanto dislivello, il mio polpaccio forse non li avrebbe retti. Sentivo che mi mandava messaggi scritti, ma ho fatto finta di non essere in casa. Mi accontento. La corsa in montagna è anche questo: sapere il proprio limite e superarlo solo del 100%, non oltre.

46 kmt 2800 metri per noi due, oltre 3700 per loro, con 50 kmt secchi. Non male. A tavola, tra polenta, gorgonzola, corna di cervo fritto, cozze, trippa, fagioli cn le cotiche, pastone per animali, pane portato sette volte, litri di vino rosso, e un cameriere preoccupato per il futuro del rifugio, parliamo dell’anti-trail, di oggi sposi, di “come dire” di “comunque” , di balise da togliere e tante altre baggianate che non Vi sto a spiegare. Siamo un gruppo di “diversi” ? Forse uno psichiatra….Vabbè, mi fermo qui. Avrete nostre notizie. Leggete i giornali. Cronaca nera , ovviamente.

Walter Amatobene



Nota dell’autore: un grazie di cuore, per le belle ore trascorse ,a:
Katia Fori Francesca Pria. A breve protagoniste del PITTI-TRAIL.

Alberto Neiretti, carabiniere paracadutista in congedo ( Biella) - Armando Risoli ( PC) - Elio Piccoli ( PC) - Fausto Musiari (pr) Lorenzo Sandri (pr) e il “recuperatore” al Marmagna.
Troppo facile aspettare il trio a 1200 metri. Meglio andare a 1897 sul Marmagna, a vedere se ci sono. Un altro bel tipo, va là!